Smog, il 2020 comincia malissimo: bollino nero in Emilia-Romagna

A Ferrara, Modena e Ravenna da domani scattano le misure d'emergenza previste dal Piano regionale dell'aria

Primo giorno dell'anno ed è subito bollino nero per lo smog in Emilia-Romagna. Ieri, 1 gennaio, in tutte le province della regione le centraline di Arpae hanno registrato sforamenti dei limiti di polveri sottili. Il picco a Ferrara, con 94 microgrammi per metrocubo, seguita da Modena (91) e Ravenna (90).

Per la provincia romagnola si tratta del terzo giorno di sforamento consecutivo, per il modenese del sesto e per Ferrara addirittura del settimo. Nei tre territori, dunque, a partire da domani scattano le misure d'emergenza previste dal Piano regionale dell'aria. In particolare, lo stop ai mezzi più inquinanti viene esteso ai diesel euro 4 (dalle 8.30 alle 18.30).

Nel territorio della Bassa Romagna è previsto pure il divieto di combustione all'aperto, compresi falò, barbecue e fuochi d'artificio, mentre il blocco della circolazione per i mezzi più inquinanti riguarderà anche il Comune di Lugo. "Per garantire il rispetto del provvedimento, finalizzato alla salute pubblica, ci sara' un potenziamento dei controlli", fa sapere l'Unione dei Comuni della Bassa Romagna. Le misure antismog extra nelle tre province di Modena, Ferrara e Ravenna saranno in vigore fino al 6 gennaio compreso. E dire che, stando alle analisi di Arpae, il 2019 in Emilia-Romagna per quanto riguarda lo smog è stato un anno in linea col precedente "nonostante condizioni meteo più sfavorevoli" e migliore rispetto al 2017.

Nell'anno appena concluso, riferisce infatti l'agenzia ambientale regionale, i valori medi annuali delle polveri sottili (le cosiddette pm 10) si sono mantenuti "nei limiti di legge nel 100% delle stazioni di rilevazione dell'Emilia-Romagna". Per le polveri ultrasottili (pm 2,5) invece si parla di una "diminuzione rispetto al biennio precedente". Inoltre, continua Arpae, risultano "ampiamente al di sotto dei limiti fissati dalle norme il biossido di zolfo, il benzene e il monossido di carbonio".

Infine, "mai superate le soglie di allarme per l'ozono, nemmeno nel periodo estivo quando la criticità è più elevata", anche se comunque "si sono verificate concentrazioni superiori alla soglia di legge". Sono invece 17 su 43, le stazioni della rete di monitoraggio regionale dove nel 2019 è stato superato il limite giornaliero per le pm 10 per più di 35 volte, ovver il massimo di giornate di sforamento consentito dalle norme europee.

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Per il biossido di azoto, la media annuale è risultata "in linea" con l'anno precedente: solo in quattro stazioni su 47 è stato oltrepassato il limite sulla media annuale. Sempre rispettato inoltre il valore massimo orario (200 microgrammi per metrocubo da non superare per piu' di 18 ore). Insomma, secondo Arpae "il quadro che emerge dall'analisi dei dati sulla qualità dell'aria nel 2019 in Emilia-Romagna si conferma in linea con il 2018, nonostante condizioni meteorologiche più sfavorevoli. Evidente è il miglioramento rispetto al 2017". (Dire)

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