Shoah: risolto 'incidente diplomatico' Rabbino-Curia. Zuppi: "Con ebrei per ricordo"

L'assenza della Curia alle cerimonie in occasione della Giornata della memoria aveva lasciato 'deluso' il rabbino. Poco dopo però è arrivato il chiarimento. Zuppi: "Auspichiamo di poterci unire di nuovo alla comunità ebraica per fare pubblica memoria della deportazione dei nostri concittadini ebrei"

La Giornata della Memoria a Bologna si è svolta con cerimonie commemorative, l'inaugurazione dello Shoah Memorial (sul ponte di via Matteottii) e anche un piccolo 'incidente diplomatico', tra il rabbino capo di Bologna, Alberto Sermoneta, e l'arcivescovo Matteo Maria Zuppi. Il primo è infatti rimasto infastidito dall'assenza di rappresentati della Curia alle cerimonie. Sono "molto deluso", aveva detto Sermoneta, rimarcando in particolare l'assenza di Zuppi all'inaugurazione del Memoriale della Shoah. "Credevo di avere un amico con cui confrontarmi- sono state le parole del rabbino- invece sarà un assente importante".
La situazione è rientata quando l'arcivescoco ha chiamato il Rabbino per spiegare la sua assenza (era a Roma, impegnato con la Cei). A  "Zuppi mi ha contattato e ci siamo chiariti- ha detto il Rabbino alla Dire- ha dimostrato tutta la sua buona volontà". In fondo, "siamo partiti subito col piede giusto" da quando si è insediato in via Altabella.  

"CON EBREI PER RICORDARE". L'arcivescovo si è poi impegnato a ricordare pubblicamente la deportazione dei primi bolognesi verso i campi di sterminio nazisti. Da Roma, Zuppi ha anche inviato un messaggio per salutare l'inaugurazione del memoriale . "Auspichiamo di poterci unire di nuovo alla comunità ebraica per fare pubblica memoria della deportazione dei nostri concittadini ebrei iniziata nel novembre del 1943. Che questo memoriale non sia monumento che spegne quel grido, o lo relega nel passato- ha scritto l'arcivescovo- ma sentinella che non lascia dormire a nessuno il sonno dell'indifferenza e della complicità con le tenebre del male". Zuppi ha anche sottolineato anche che la "categoria di memoriale ha una pretesa alta: quella cioè di rendere contemporaneo cio' che è accaduto, per aiutare a riviverlo personalmente e comunitariamente". Grazie al memoriale "ciascuno, ritrovandosi come contemporaneo all''evento evocato, può prendere posizione e scoprire da che parte si trova effettivamente, e decidere dove vuole stare. La comunità cattolica bolognese, unita fraternamente alla comunità ebraica, sosta con profondo rispetto e sincero dolore davanti a questo memoriale della Shoah, ne condivide pienamente le motivazioni, incoraggia lo spirito inclusivo che ogni memoriale esprime, di intima solidarietà con tutti i genocidi di ieri e di oggi e con tutte le vittime della violenza".

La Chiesa di Bologna "chiede alla città di continuare a fare memoria, anzi di intensificarla", sottolinea ancora l''arcivescovo. "La deportazione e lo sterminio di una parte considerevole della comunità ebraica bolognese, coinvolse direttamente la nostra citta'' nel dramma della Shoah; quella ferita deve continuare a farci male e a interpellarci". 

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