Spray al peperoncino, Malagoli: 'Ai vigili entro fine anno'

La bomboletta utilizzata 'non per offesa ma per difesa'. Coalizione Civica unica a votare contro Odg in Comune

L'arrivo dello spray al peperoncino nelle mani dei vigili urbani di Bologna si avvicina: "Entro l'anno potremo avere la dotazione", ha annunciato ieri in Consiglio comunale l'assessore alla Sicurezza, Riccardo Malagoli, durante la discussione di un odg presentato da Fi per invitare la Giunta a fornire la bomboletta urticante.

Odg che ha trovato il sostegno di Malagoli ed è stato approvato con ampio voto bipartisan: Pd, M5s, Lega nord, Fi, Insieme Bologna; unico "no" quello di Emily Clancy per Coalizione civica. Per Clancy lo spray "può essere un'arma molto pericolosa e i rischi superano i benefici": la letteratura scientifica, in particolare rispetto agli Usa, contiene "molti casi di morte o ospedalizzazione, soprattutto quando usato contro chi ha problemi respiratori o asmatici ed è chiaro che un agente non può saperlo prima".

Malagoli dà qualche indicazione in più. "Lo spray non verrà dato a tutto il personale perché é abbastanza normale che lo daremo alle persone che stanno in mezzo alla strada, sul campo, non certo a chi ha compiti d'ufficio", spiega l'assessore, aggiungendo che la bomboletta va utilizzata "non per offesa ma per difesa, quando si viene aggrediti, e quindi non in manifestazioni perché non è compito della Municipale stare nelle manifestazioni".

Inoltre, si prevedono "opportuni corsi di formazione" e si sta lavorando per capire come "selezionare il prodotto più confacente" e "professionale, perché spesso- fa notare l'assessore- quelli che si vendono sono come quello che io metto sugli spaghetti. Malagoli ricorda poi che con la Municipale non si sta discutendo solo di spray ma anche di altri "prodotti ad alta tecnologia".

Si era ad esempio parlato di microtelecamere e Malagoli conferma quella strada: "Spesso un'aggressione subita diventa un'aggressione fatta, quindi il ragionamento sulla difesa personale riguarda anche il poter documentare che si interviene quando si viene aggrediti e non prima".

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Detto questo, "non c'è nessun cambiamento epocale di atteggiamento, c'è la presa d'atto che il nostro personale- conclude Malagoli- dev'essere difeso da una società che cambia continuamente e spesso è aggressiva nei confronti di chi cerca di imporre un comportamento ed uno stile di vita consono a quello che conosciamo". (Dire)

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