Sicurezza, ai vigili "strumenti di difesa". Malagoli: "Spray urticante? Solo se serve"

In Commissione Sicurezza l'assessore Riccardo Malagoli fa il punto assieme al capo dei vigili Mignani. Più vicina la dotazione per la PM di spray e giubbotti antitaglio. Ma sulle dotazioni effettive e sui tempi i due non si sbilanciano

Repertorio

Torna sul tavolo della politica locale la questione sul dotare o meno i vigili urbani di manganelli, giubbotti antitaglio, e spray urticanti. Nel suo intervento, in commissione a Palazzo D'Accursio, l''assessore alla Sicurezza del Comune di Bologna, Riccardo Malagoli, non ha dubbi su quale sia la strada da seguire sulla questione dei nuovi strumenti di difesa da fornire ai vigili bolognesi.

Il Comune di Bologna, dichiara l'assessore, "intende dare alla Polizia municipale degli strumenti di difesa". Ma "prima di dare agli agenti lo spray al peperoncino, o i giubbotti anti-taglio, o qualsiasi altra cosa, bisogna discutere con loro per capire di cosa hanno realmente bisogno", e in ogni caso "se, ad esempio, verrà dato loro lo spray al peperoncino, prima sarà necessario un percorso di formazione per garantire che ne facciano un uso corretto".

Quella sulle armi alla Polizia locale è una discussione che, secondo Malagoli, "si trascina da troppo tempo, specialmente per quanto riguarda lo spray al peperoncino". Sulla stessa lunghezza d'onda il comandante della Polizia municipale Romano Mignani, convinto che "prima di fornire agli agenti lo spray bisogna fare un'analisi per capire a chi serve davvero, e poi formare adeguatamente chi lo avrà in dotazione". Questo perché, spiega, "anche se quel tipo di spray non provoca danni permanenti, va comunque usato con delicatezza". Mignani assicura, inoltre, che "è nostra intenzione puntare molto sulla formazione".

E mentre i consiglieri di centrodestra plaudono alle parole di Malagoli e Mignani, l'esponente di Coalizione civica Emily Clancy ribadisce il suo ''no'', già espresso a dicembre in Consiglio comunale, allo spray al peperoncino, affermando che "risulta, da diversi studi, che può avere conseguenze sanitarie anche letali, ad esempio se usato contro persone asmatiche", e aggiungendo che "non serve neppure a mantenere l'ordine, dato che e'' dimostrato che invece aizza la folla".

Più problematico, invece, il percorso per arrivare a dotare i vigili del cosiddetto distanziatore. Infatti, spiega Mignani, "se sullo spray al peperoncino c'è un decreto ministeriale che dà la possibilità di darlo in dotazione alla Polizia municipale", per quanto riguarda il distanziatore "la normativa attuale dice che è un'arma, e non è ancora stata presa una decisione sui prototipi ''alternativi'' presentati dai Comuni di Bologna e Torino". (Agenzia Dire)

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