Stragi, attentato sul treno Rapido 904: oggi 34 anni fa, 16 morti e di 266 feriti

Conosciuta come la strage di Natale. Poco dopo le 19 del 23 dicembre 1984, il rapido fu colpito da una violenta esplosione all'interno della Grande Galleria dell'Appennino

34 anni dalla Strage di Natale. Il 23 dicembre del 1984 alle 19.08 a San Benedetto Val di Sambro esplode una bomba sul treno Rapido 904.

Presso la Grande galleria dell'Appennino subito dopo la stazione di Vernio, sul rapido partito da Napoli e diretto a Milano, affollato di italiani in viaggio per le feste, l'ordigno fece 16 morti e di 266 feriti.
Un tragico bis per San Benedetto Val di Sambro, dove nell’estate del 1974 una cellula neofascista aveva organizzato un attentato contro il treno Italicus.

Poco dopo le 19 del 23 dicembre 1984,  il rapido 904 Roma-Milano, pieno di viaggiatori, fu colpito da una violenta esplosione all'interno della Grande Galleria dell'Appennino. 

Connessioni tra Cosa Nostra e camorra per costringere lo Stato ad allentare la repressione in Sicilia. A questo portarono le indagini che identificarono nel mafioso Pippo Calò la mente di quella che fu chiamata "Strage di Natale". 

La commemorazione 

“E’ con il cordoglio e il rispetto per le vite inutilmente spezzate e la richiesta, che mai verrà meno, di arrivare alla completa verità e giustizia che celebriamo oggi la ricorrenza di quella passata tristemente alla storia come la strage di Natale del treno Rapido 904, una delle troppe vicende che hanno insanguinato l’Italia e il nostro territorio nei decenni passati. Vicende che richiedono una verità piena, negata in tanti casi, e che per noi rappresentano una battaglia e un impegno che non hanno termine”. Con queste parole il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ha ricordato le vittime dell’attentato durante la commemorazione si è svolta alle 10.30 – l’ora della strage - alla Stazione ferroviaria Val di Sambro, alla presenza anche del sindaco della Città metropolitana, Virginio Merola, del sindaco di San Benedetto Val di Sambro, Alessandro Santoni, del sindaco di Castiglione dei Pepoli, Maurizio Fabbri, e di Loretta Pappagallo, rappresentante dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage.

“E’ questo lo spirito che ci ha accompagnato– ha aggiunto Bonaccini- presentando nei giorni scorsi il frutto del lavoro corale di istituzioni, associazioni di volontari e parenti delle vittime, con la digitalizzazione dei fascicoli processuali delle stragi di terrorismo giudicati dalla Corte d’Assise di Bologna a partire dal 1971, grazie al quale è possibile rileggere in modo integrato e veloce alcuni tra gli eventi più controversi della storia dell’Italia repubblicana. E questo oltre al salvaguardare la memoria di quegli anni, può consentire un approfondimento per gli storici e per gli inquirenti la possibilità di svolgere ulteriori indagini nella ricerca della verità. Una verità che dobbiamo alle vittime e ai loro familiari, ma che dobbiamo anche alle nuove generazioni per consegnare loro, oltre alla memoria dei fatti, anche l’attribuzione delle responsabilità di questa orrenda strage. Gli inquirenti devono poter condurre fino in fondo le indagini, per arrivare ai mandanti, rafforzando così i valori di democrazia, civismo e convivenza”.


 

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