Videosorveglianza nelle scuole materne, Pillati: 'Nessun obbligo di installazione'

Una proposta che genera parecchi dissensi

Telecamere accese negli isitituti scolastici e in classe, così l’emendamento passato in commissione al Senato che prevede l’installazione di sistemi di videosorveglianza in tutte le classi di scuola materna. "Un emendamento i cui contenuti attengono esclusivamente allo stanziamento di risorse per l'installazione di sistemi di videosorveglianza nei servizi per l'infanzia e nelle scuole d'infanzia, nonché nelle strutture che ospitano anziani e disabili" ha detto oggi in sede di question time l'assessore alla Scuola Marilena Pillati.

In pratica si rinvierebbe a un successivo provvedimento le modalità di attuazione degli interventi: "Non vi è, dunque, alcuna norma che al momento stabilisca l'obbligo di installazione di telecamere nei nidi o nelle scuole d'infanzia. Esistono peraltro ancora molti profili oggetto di approfondimento, come si può leggere nei commenti alla proposta di emendamento, come quelli legati al tema delicato della protezione dei dati personali", assicura Pillati.

"Ho già avuto modo di dire in altre occasioni che il tema della protezione dei minori da maltrattamenti e abusi è un tema molto serio che merita certamente tutta la nostra attenzione, ma la cui complessità non può certo essere affrontata e risolta con l'installazione di sistemi di videosorveglianza nei servizi educativi e nelle scuole. Gli strumenti di cui ci si deve dotare sono altri - continua l'assessore - perché una questione così importante e complessa richiede azioni articolate, incentrate sulle persone, sulla loro formazione continua, compresa quella specifica su questi temi, ma anche su forme di supporto a chi lavora in questi contesti molto importanti, delicati e talvolta anche molto difficili. L'investimento sulle persone agisce sulla prevenzione e mira a creare una risposta di sistema, rafforzando i gruppi di lavoro, rendendoli consapevoli del problema, insegnando loro a riconoscere e a controllare i rischi. Le persone devono essere coinvolte, responsabilizzate e sempre più consapevoli delle criticità che si incontrano in questo tipo di professione. Questo crediamo debba essere l'investimento da fare con continuità in tutti i contesti educativi e di cura che sono incentrati sul lavoro delle persone e questo è quello che ha fatto da sempre l'Amministrazione comunale".

'Scuole sicure', telecamere e vigili nelle scuole contro la droga

Secondo Pillati "l'installazione delle telecamere va, invece, in tutt'altra direzione e ciò che è più grave e mi preoccupa è che il ricorso alla videosorveglianza rischia di deresponsabilizzare le persone, di creare nuove forme di stress legate al pensiero di ciò che le immagini restituiscono del proprio lavoro educativo e, soprattutto, mette in discussione il patto educativo con le famiglie che si basa su un rapporto di fiducia. Senza un rapporto di fiducia può esistere un lavoro educativo? Qualcuno crede davvero che il tema possa essere affrontato installando telecamere in tutte le sezioni dei nidi e nelle aule delle scuole d'infanzia? E il passo successivo quale dovrebbe essere? Installarle in ogni angolo, nei corridoi, nei saloni, nelle aree esterne? E rispetto ai deprecabili abusi e maltrattamenti nei contesti familiari?" e conclude "non credo si possa affrontare in questo modo un tema così delicato e importante come la tutela dei minori. Preferirei davvero investire le risorse di cui si propone lo stanziamento nello sblocca cantieri su altro, per esempio sulla manutenzione delle strutture e sulla loro qualificazione, perché resto sempre più convinta che dobbiamo continuare a impegnarci sugli strumenti di prevenzione, sulla professionalità del personale che opera nei servizi educativi che è la più efficace garanzia per la sicurezza dei nostri bambini".

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