Terremoto, sfollati pure migliaia di animali. Canili di fortuna vicino le tendopoli

I proprietari vogliono tenere vicino cani e gatti: in alcuni centri d'accoglienza si apre anche agli amici a 4 zampe. Molti gli animali d'allevamento impauriti e fatti evacuare: centri assistenziali al collasso, chiedono aiuto

Cani, gatti, uccelli, mucche e maiali... tanti gli animali - domestici e selvatici - a risentire, come l'uomo, dell'eccezionale terremoto che si sta abbattendo sull'Emilia. Dopo crolli di stalle, ricoverio e case, tanti pure gli animali 'sfollati'.

Se numersi sono stati gli abbandoni registrati di animali domestici - soprattutto coniglietti e criceti (si cercano nuove famiglie adottive, ndr) - molti i proprietari che non vogliono separarsi dai loro amici quatto (o due) zampe. In alcuni centri d'accoglienza si apre anche agli animali e si stanno realizzando canili e gattili di fortuna vicino alle tendopoli.
A Finale Emilia e Mirandola, il servizio veterinario dell'Azienda Ausl di Modena sta infatti collaborando alla realizzazione di punti per accogliere cani e gatti vicino alle tendopoli. "E' una richiesta arrivata dalle persone che vivono nei campi, che vogliono continuare ad accudire i loro animali senza separarsene - ha spiegato Giorgio Nanetti, direttore del servizio veterinario - il lavoro lo stanno organizzando associazioni come la Protezione animali, ma con il nostro controllo sotto il profilo igienico sanitario. Il volontariato poi sta dando un grosso aiuto, nell'allestire ma anche nell'accudire gli animali. Si mira ad accogliere cani e gatti in gabbie o recinti a seconda delle possibilità".

CENTRI ASSSISTENZIALI IN SOCCORSO nelle zone terremotate. Tra  gli altri è arrivata anche Isotta, l'unità mobile dell'Enpa per il soccorso agli animali coinvolti nelle gravi emergenze, operativa nel Modenese e nel Bolognese. A coordinare i soccorsi per gli animali è il responsabile nazionale del Servizio Guardie Zoofile, Marco Bravi. Ma ci sono animali che in tenda o in auto proprio non ci possono stare. Così chi è sfollato chiede aiuto. Il centro di recupero della Fauna selvatica Il Pettirosso di Modena - che nei giorni scorsi aveva messo in salvo rondini, rondoni, barbagianni e gheppi travolti dalla macerie del sisma, - ha iniziato ad arrivare anche piccoli animali domestici.

S.O.S. Sono oltre un centinaio tra papere, conigli, cavie, pappagalli e canarini, portati nella struttura dai proprietari che non riescono a tenerli con sé. E ora il centro, che già per mantenere gli animali selvatici sfruttava tutte le sue risorse economiche, chiede aiuto. "Contando anche quelli domestici oramai siamo arrivati ad ospitare in totale 1.600 animali - spiega il responsabile Piero Milani - abbiamo bisogno di tante cose: mangimi, paglia, fieno, medicinali, gabbie". Tutti hanno ancora ritmi fisiologici alterati. Come le mucche d'allevamento, che come a ricordato oggi Coldiretti, sono ancora scombussolate dallo sciame sismico, per il terrore rifiutano di mangiare adeguatamente, e non dormono. E così la produzione di latte è in calo dal 20 maggio del 10-15%.
 

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