Tesi discussa al pc, in mansarda, tra difficoltà con la rete e festa virtuale: così Martina si è laureata, ai tempi del coronavirus

Niente passi incerti mentre ci si avvicina alla cattedra attorno alla quale siede la commissione di laurea. Niente amici e parenti ad assisterla, abbracciarla. Ma sola, nel proprio appartamento. Resta però la soddisfazione di chi ha raggiunto un agognato traguardo. Quella che neppure la pandemia riesce a spazzar via

FOTO ANCONATODAY

Niente passi incerti mentre ci si avvicina alla cattedra attorno alla quale siede la commissione. Niente raduno di amici e parenti ad assisterla, festeggiarla, abbracciarla. Martina ha discusso la propria testi di laurea stando seduta davanti al monitor del pc. Sola. Nella mansarda di casa sua. Ad Ancona, la sua città natale. I genitori e il fratello, ad attenderla al piano di sotto. E' così che cambia il momento clou di una intera carriera da studente, ai tempi del coronavirus. Quello che resta, immutato, è però il cuore che batte. La soddisfazione di chi ha raggiunto un agognato traguardo. Quella neppure la pandemia riesce a spazzare via.

E' andata così che in questo surreale 11 marzo - poche ore prima che il Premier conto annunciasse misure ancor più aspre, ordinando una serrata totale dell'intero Belpaese - la 25enne Martina Paoletti è diventata dottoressa in ingegneria gestionale, all’Università "Alma Mater Studiorum" di Bologna. Una laurea presa a pieni voto, 110 e lode. Anche i festeggiamenti e complimenti degli amici non sono mancati. Pure quelli,però, in maniera virtuale, attraverso una videochiamata. 

«Non era la discussione che sognavo, appena mi hanno avvisato non è stato il massimo della felicità ma purtroppo non si poteva fare altrimenti» ha raccontato la neo dottoressa ai colleghi di AnconaToday. Convivialità limitata: «In casa oltre a me c’erano solo mamma, papà e mio fratello. Li ho fatti stare al piano di sotto, perché era già imbarazzante il fatto di dover parlare davanti a un computer- racconta Martina- è stata una discussione un po' strana che per forza di cose ti fa perdere l’aspetto emozionale del momento».

Coronavirus e lauree online. Ma la tecnologia a volte tradisce: "Difficoltà durante la discussione"

Un giorno importante, affidato però totalmente a Skype. E allora ecco che il tarlo si fa spazio anche nella mente di un prossimo ingegnere: “e se invece dell’emozione fosse proprio la tecnologia a tradire?”: «La mattina abbiamo fatto una prova generale per verificare la connessione, ma non funzionava alla grande ed ero agitata- racconta ancora Martina all'edizione anconetana di Today - lo schermo non si condivideva bene e c’erano problemi anche nell’attivazione della videocamera». Nel pomeriggio via alle discussioni. Il primo candidato ha avuto problemi di condivisione e ha dovuto ricominciare due volte. Il gelo. «A parte questo però poi è filato tutto liscio».

Festeggiamenti in videochiamata, l'affetto arriva anche così

Martina ha discusso alla grande la sua tesi sulla logistica industriale: «Una cosa positiva in tutto questo c’è, e cioè il fatto che mentre parli non puoi vedere il volto dei professori e sapere che facce fanno». Poi la proclamazione: «Quello è stato il momento più carino, 4 o 5 amiche sono venute sotto casa, restando ovviamente a debita distanza tra di loro. Erano in videochiamata sul telefono di mio fratello, ma le sentivo dalla finestra. Sul mio smartphone invece erano collegati altri amici di Bologna. Ho comunque sentito l’affetto di tutti».

Niente brindisi, lo si farà a Bologna una volta cessata l’emergenza: «Sì, pare che l’università organizzerà una proclamazione formale quando sarà possibile». E adesso?: «E adesso ci tocca restare a casa- prosegue Martina- finito il percorso di studi volevo attivarmi da subito per cercare lavoro nel settore della logistica e nel packaging, ma purtroppo bisogna restare in stand-by». Un consiglio a chi nelle prossime ore dovrà discutere la tesi nelle stesse modalità: «Vi dico di stare tranquilli- conclude l’ingegner Paoletti- la situazione è strana, ma se vissuta con le persone giuste, coinvolgendole con gli strumenti digitali, la si può vivere in modo carino». 

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