Si incatena davanti al Testoni: "Gesù oltraggiato a Casalecchio"

Ieri contestatore, armato di megafono e striscioni, in azione fuori il teatro in cui si è svolto lo spettacolo di Castellucci, bollato come "blasfemo": "Siamo moralmente offesi da questo spettacolo"

Momento dallo spettacolo di Castellucci

E dopo la dura condanna da parte del cardinal Caffarra e il contrattacco della rete laica, non sono mancate le contestazioni anche dal parte di fedeli 'offesi' dallo spettacolo di Romeo Castellucci 'Sul concetto di volto nel figlio di Dio'. Ieri di scena al teatro Testoni, in sold-out, la pièce teatrale è stata infatti accolta a Casalecchio di Reno dalle rimostranze di un 26enne, partito dal Salento, appositamente per urlare il suo sdegno.

Il giovane in barba alle gelide temperature della serata, si è incatenato ad un palo della luce brandendo striscioni che parlavano di:"Aborto uguale crimine, pornografia crimine. Blasfemia uguale reato". Poi, megafono alla mano - difronte al pubblico che si accalcava per l'inizio dello spettacolo e ai carabinieri intervenuti affinchè filasse liscio dopo le critiche arrivate nei giorni scorsi - ha iniziato il suo 'sermone': "Sono qui per testimoniare le tante persone moralmente offese da questo spettacolo. Gesù, adorato con timore dai cattolici e oltraggiato a Casalecchio" ha detto ai giornalisti prima di iniziare la sua amplificata invettiva fatta di preghiere, slogan ("aborto blasfemia questa è la vostra democrazia"), prese di posizione (anche contro tutti i cristiani che "dormono mentre l'Italia diventa un paese laicista. Devono svegliarsi"), e canti d'epoca dei cattolici francesi che protestavano contro la rivoluzione del 1789. Il tutto inframezzato dai commenti ironici degli spettatori in attesa che invitavano a "chiamare un'ambulanza" o "non dirci il finale" quando il contestatore ha fatto riferimento alla scena in cui la riproduzione del 'Salvator mundi' di Antonello da Messina che giganteggia sul palcoscenico, viene sporcato con un liquido scuro (feci - secondo i detrattori; inchiostro per il regista).

Tra le persone che si sono avvicinate al ragazzo, anche Pietro Valenti, direttore di Emilia Romagna Teatro che ha prima difeso il suo diritto a protestare e poi ha tentato di riportarlo alla ragione: invitandolo a rimettersi la giacca e a prendersi un té caldo. Infine cercando di convincerlo a vedersi lo spettacolo prima di criticarlo. "Non occorre provare le droghe - la risposta al megafono - per dire che fanno male". Un tira e molla che è durato fino all'inizio dello spettacolo (ritardato di venti minuti). Ma, complice "una corriera da prendere" e le chiavi delle catene perse nella neve (con alcuni passanti che avevano iniziato un dibattito con lui intenti ad aiutarlo) il contestatore è restato fuori. Dentro, lo spettacolo di Castellucci. Molto forte ma delicato, al di là delle polemiche. Applausi finali.
 

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