Comune e Tper 'furbetti' delle multe: esposto in Procura e alla Corte dei Conti

Fratelli d'Italia ha depositato l'esposto il 18 gennaio: 'Apparecchi per il servizio Scout' non funzionanti e accertatori della sosta mal impiegati

Foto di repertorio

Tper "fa fare ai suoi accertatori contravvenzioni che, da contratto, non possono elevare". Così', in caso di ricorso "si produce un danno economico e di immagine per il Comune di Bologna". Nel corso di una conferenza stampa Tommaso Foti e Davide Nanni, rispettivamente consigliere regionale e del Quartiere Navile di Fratelli d'Italia, rendono noto di aver depositato un esposto in Procura e alla Corte dei Conti il 18 gennaio poichè "Comune e Tper non possono fare i furbetti".

Per gli esponenti FdI gli apparecchi utilizzati "per il servizio ''Scout'' (i controlli anti-sosta selvaggia in doppia fila, ndr), che comunque gli accertatori non dovrebbero svolgere, sono malfunzionanti, con il risultato che gli operatori fanno più fatica e meno controlli, e con il rischio che Tper non raggiunga il numero minimo di 11.500 controlli al giorno e debba pagare una penale al Comune".

Ma non sarebbe tutto. "La Corte dei conti dovrebbe verificare se queste penali vengono pagate, altrimenti c’è un danno erariale per il Comune". Nel dettaglio, Nanni spiega che "gli accertatori ci hanno segnalato che, nonostante la legge Bassanini preveda che possano operare solo all''interno del Piano sosta, che dura dalle 6 alle 18 o dalle 6 alle 20, Tper chiede loro di lavorare il venerdì e il sabato dalle 19.30 all''1.30, e di elevare contravvenzioni per infrazioni che non sono di loro competenza". In questi casi, aggiunge, "se chi viene multato fa ricorso e lo vince, si produce un danno economico e di immagine per il Comune, ecco perché' chiediamo alla Procura di indagare".

Per quanto riguarda, invece, i controlli Scout, Nanni precisa che "non solo gli accertatori non potrebbero svolgere questi controlli, che non rientrano nel Piano sosta, ma a causa del cattivo funzionamento degli apparecchi fanno molta più fatica e rischiano di non riuscire a fare quegli 11.500 controlli al giorno, sotto i quali Tper deve pagare una penale al Comune". Tra l''altro, dice Foti "nel 2014, proprio per non aver svolto il numero minimo di controlli, Tper avrebbe dovuto pagare la penale, ma il Comune ha deciso di rinunciarvi senza motivare la propria decisione".

Ecco perché i due chiedono "alla Corte dei conti di verificare se non si sia prodotto un danno erariale per il Comune", perché, anche se "e'' vero che Palazzo D''Accursio è uno dei principali azionisti di Tper, non è l''unico, e rinunciando ad incassare la penale danneggia economicamente anche gli altri azionisti".

Ma, conclude il consigliere regionale "non mi stupisce il fatto che il Comune si comporti in modo illegittimo: stiamo parlando dello stesso Comune connivente con chi occupa le case, e si sa che chi va con lo zoppo impara a zoppicare". Infine, nell''esposto si legge anche che "gli accertatori della sosta vengono anche impiegati come controllori sugli autobus", e svolgono quindi un''altra mansione che non compete loro. Da qui la decisione di Foti e Nanni di chiedere lumi alla Procura, anche perché', conclude il consigliere del Navile, "i lavoratori Tper sono stanchi di lavorare in condizioni inadeguate, e vogliono in primo luogo svolgere soltanto le loro funzioni, e in secondo luogo farlo potendo contare su una strumentazione funzionante".

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