"Il servizio di trasporto costa troppo': l'ex amministratore fa i conti in tasca a Tper

Lo ha detto l’ingegnere Helmuth Moroder in commissione regionale. Tper: 'Mai nessuna contestazione. Le commissioni possono diventare sedi di strumentalizzazione politica'

“Tper offre un servizio di trasporto pubblico a costi troppo elevati, fuori mercato, e senza un effettivo controllo sulla gestione da parte dell’amministrazione committente. Mi sono dimesso quando ho capito che la proroga del servizio a Tper non sarebbe stata negoziabile, che l’obiettivo del Comune era quello di portare a casa la proroga a ogni costo e che non ero considerato più la persona giusta per il ruolo di amministratore unico di Srm (Agenzia per la mobilità e trasporto pubblico locale del Comune di Bologna e della Città Metropolitana  - ndr) ”.

Lo ha detto l’ingegnere Helmuth Moroder, in Commissione Territorio dell’ Assemblea legislativa- alla presenza dell’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Donini- per approfondire la sua decisione di lasciare la guida di Srm, l’agenzia per il trasporto pubblico del Comune e della Città Metropolitana di Bologna. 

La storica cabina Lame diventa un punto informazioni / VIDEO

La risposta di Tper 

"In questi anni non abbiamo mai ricevuto segnalazioni o contestazioni da Srm - ha detto la Presidente e AD di Tper Giuseppina Gualtieri che oggi ha presenziato alla conferenza sui primi 7 anni di Tper - sono stupita. Con Moroder abbiamo sempre avuto rapporti buoni e corretti. Non possiamo fare polemica su dichiarazioni fatte mediaticamente in una sede non opportuna. Le commissioni possono diventare sedi di facile strumentalizzazione politica".

Secondo uno studio di Mediobanca del 2018 "Tper è l'azienda che in Italia riceve contributi pubblici più bassi" - dice Gualtieri - "lavora con gare: abbiamo vinto quella del ferro, quella della sosta e siamo andati anche a Padova a partecipare a una gara. Sulla gomma siamo ancora in regime di contratto, che scadrà nel 2020. Le agenzie e le istituzioni decidono come e quando fare le gare, le aziende partecipano", quindi, incalza "non abbiamo timore del confronto. Se qualcuno ci dice che dobbiamo tagliare 40 milioni di euro, allora bisogna andare a toccare il costo del lavoro. Perche' altrimenti non so come si possa ridurre".

L'assessore comunale Priolo: "Seduta dedicata ai costi di gestione"

"Proporrò come assessore al presidente della commissione, Vinicio Zanetti, di convocare una seduta dedicata ai costi di gestione del servizio, con Tper e Srm- ha detto l'assessore alla Mobilità Irene Priolo che chiederà anche di fare "un benchmark tra diversi territori. Noi non abbiamo paura dei dati e della trasparenza". 

Priolo sottolinea che "se c'erano contestazioni, andavano messe per iscritto" e si confronterà anche con la nuova amministratrice di Srm, Amelia Luca: "Le chiederò l'analisi dei costi". 

I 'conti' di Moroder

I costi di produzione (incluso un utile del 4%) non dovrebbero superare, secondo Moroder, gli importi di 3 euro al km per il servizio extraurbano e 4 euro al km per quello urbano. Il servizio bolognese, invece, ha un costo di 3,64 euro al km per l’extraurbano (+21% rispetto al mercato) e di 5,39 euro al km per l’urbano (+35% rispetto al mercato). Il servizio offerto da Tper, insomma, costerebbe quasi 48 milioni di euro in più all’anno rispetto al prezzo di mercato. “Davanti a questi dati, dovremmo prorogare senza colpo ferire il contratto senza negoziare e senza dunque migliorare qualità e quantità del trasporto pubblico? Io non ero d’accordo”.

Nel 2010, riporta l’ex amministratore Srm, gli introiti annuali da traffico ammontavano a 49 milioni di euro, poi cresciuti a 71 milioni nel 2017 “ma senza particolari migliorie nel servizio”. L’aumento dei ricavi sarebbe stato quindi di 22 milioni (il 44% in più). Oggi quindi, a fronte di un costo complessivo di 159 milioni, Tpb incassa 171 milioni tra ricavi e compensazioni (contributi pubblici). Sempre secondo Moroder la rinegoziazione del servizio avrebbe potuto portare fino a 81 milioni di euro da utilizzare per perseguire gli obiettivi del piano urbano di mobilità sostenibile, che vale circa 87 milioni l’anno. “Avrei portato questi temi sul tavolo di negoziazione e nel bando di gara. Non mi è stata data questa possibilità e io ho gettato la spugna. Mi sono ritirato perché non volevo un braccio di ferro”.

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