Tper, la storica cabina Lame diventa un punto informazioni / VIDEO

Sette anni di attività, la presidente fa un bilancio: "Siamo passati da - 9 milioni a + 8 milioni di utili"

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La storica cabina Lame, quella che nacque negli anni ’80 come biglietteria dell’allora Atc, da oggi sarà un punto informativo 'smart'. Riaperta in occasione dei sette anni dell'azienda, oggi ha ospitato una conferenza stampa indetta dalla Tper per tracciare un bilancio.

I numeri

Dal 2012 a oggi l'azienda è passata da un passivo di nove milioni di euro a un utile di otto milioni, questo il primo dato che evidenzia la presidente Giuseppina Gualtieri; segue poi l'evasione dei biglietti che è passata dall'8,5 per cento al 5,2 per cento con un numero di passeggeri controllati salito del 142 per cento (da 1,3 a 3,1 milioni).

Nello stesso periodo, le sanzioni sono passate da 108mila nel 2012 a oltre 160mila nel 2018. Anche i passeggeri sono aumentati in sette anni, passando da 129 a 155 milioni, con un incremento del 20 per cento. E ancora, il valore della produzione è passato da 220 a oltre 250 milioni di euro e gli investimenti nel complesso in questi sette anni hanno toccato quota 320 milioni di euro.

Dal punto di vista del servizio, continua Gualtieri, i treni elettrici sono passati da otto a 40: "Abbiamo raddoppiato i filobus e abbiamo la flotta ibrida più numerosa d'Italia". In sette anni inoltre le emissioni di Co2 sono state ridotte del 15 per cento tra ferro e gomma. I dipendenti del gruppo Tper oggi sono in tutto 2.700 e in questi sette anni sono state assunte 733 persone (in parte per il turnover).

"Il 2019 segnerà un anno di passaggio- rimarca la presidente- con l'avvio della nuova società consortile creata insieme a Trenitalia per la gestione del servizio ferroviario regionale". Partirà inoltre il People Mover, gestito da Tper attraverso la Marconi express. Infine, afferma Gualtieri, "stiamo lavorando al nuovo piano industriale e nei prossimi mesi ci confronteremo coi soci".

Nata dalla fusione tra Atc e Fer l'1 febbraio 2012, nei giorni del 'nevone'. "E subito abbiamo ricevuto apprezzamenti per aver mantenuto un buon servizio in quelle giornate", celebra Gualtieri. All'epoca, ricorda, "avevamo un passivo di nove milioni di euro e siamo arrivati in sette anni a un utile di otto milioni, senza risorse pubbliche in più. 

"Troppi soldi per Tper: I conti di Moroder"


"Abbiamo lavorato sull'efficienza, sulla lotta all'evasione e sull'aumento degli utenti. Oggi siamo la sesta azienda di tpl in Italia e una delle poche ad avere un bilancio in attivo. Siamo considerati un esempio, un punto di riferimento". In questi anni, ci tiene a ricordare la presidente", "abbiamo vinto anche la sfida del Civis, che siamo riusciti a realizzare senza perdere i 180 milioni di finanziamenti e senza avere un aumento dei costi previsti 10 anni prima".

Un plauso arriva dall'assessora alla Mobilità del Comune, Irene Priolo. "Bologna viene guardata da tutti per il lavoro che sta facendo e per i risultati che sta ottenendo- afferma- Io sono molto soddisfatta e in giro per l'Italia mi vanto di avere Tper.

Oggi diamo un segnale che diventa sostanza, non giochiamo di rimessa ma all'attacco. Il servizio è già molto efficiente".
Certo, ammette, "ci sono alcune criticità sul traffico e la velocità commerciale, sulle quali è aperto da tempo un tavolo coi sindacati". E ancora "manca il salto di qualità, che però non compete a Tper- afferma Priolo- quello è il cuore del Pums, un grande progetto di rilancio della città che insieme all'azienda siamo in grado di realizzare". (Dire)

La Cabina

La cabina nacque per dare risposta alla crescente esigenza di luoghi in cui acquistare i titoli di viaggio. Originariamente nell’idea dell’azienda le cabine avrebbero dovuto essere tre: oltre alle due effettivamente poi realizzate, all’angolo Lame-Marconi, appunto, e in zona Fiera, una ulteriore struttura avrebbe dovuto essere posizionata in piazza Re Enzo, ma l’idea non trovò condivisione da parte della Soprintendenza. 

Le due cabine vennero realizzate dall’architetto Enzo Zacchiroli, che ha legato il suo nome a molti altri importanti progetti a Bologna (tra tutti l’ampliamento dello Stadio Dall’Ara) e nel mondo. 

Zacchiroli seppe coniugare l’esigenza di sicurezza (la struttura destinata ad ospitare importanti quantità di titoli di viaggio doveva essere blindata, quasi come una piccola banca) con la forte volontà di vivere in simbiosi con la città. 

La scelta del colore cadde sul RAL 3011, quanto di più identificabile con il “rosso Bologna”, lo stesso della maggior parte degli autobus Tper quale omaggio al territorio. Molto pensate e ragionate, poi, le soluzioni progettuali adottate: la cabina Lame aveva una forma volutamente morbida ed avvolgente, sia nelle linee esterne, sia nel grande bancone costruito direttamente in opera per dare proprio il senso di un confortevole avvicinamento tra azienda e cittadini-utenti.

Molto forte, infatti, fu la scelta all’epoca (ci fu anche qualche polemica) di realizzare la vetrina quasi in mezzo alla strada. Era la risposta ispirata ad un preciso intento: quello di portare l’azienda il più possibile tra la gente e verso gli utenti. 

Nel 2015 la funzionalità operativa della “Cabina” venne sostituita dalla nuova biglietteria che è oggi, sotto il portico, alle spalle della struttura in acciaio e vetro. 

La nuova biglietteria fu pensata per aumentare il confort e per evitare, anche grazie ai sistemi di eliminacode, le lunghe file lungo via Lame che, in tempi passati, in epoca di campagne abbonamenti, arrivavano anche a 100 metri stante le piccole dimensioni della cabina. Quando venne realizzata la nuova biglietteria per qualche tempo non venne però messa alcuna targa, dal momento che era la presenza della cabina a garantire visibilità ed identificazione con Tper.

Ora l’azienda ha scelto di riqualificare completamente la cabina. Ha affidato il progetto ancora una volta allo Studio Zacchiroli: sono stati i figli, Michele e Elena, a seguire tutte le fasi del rilancio della struttura reinventandola in coerenza con l’originaria intuizione del padre Enzo. 

Visibilità e contatto con l’utenza, ma questa volta il vetro “blindato” lascia il posto ad ampie vetrate trasparenti destinate a proteggere gli strumenti tecnologici che l’azienda metterà presto in campo per comunicare in modo il più diretto possibile con i 90mila abbonati.

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