Accolti con forte dissenso i nuovi orari dei treni in vigore dallo scorso sabato. A montare su tutte le furie in particolare i pendolari della tratta Bologna-Milano, che lamentano l'assenza di collegamenti serali e chiedono a gran voce il ripristino di alcune corse e fermate soppresse da Trenitalia.
Federconsumatori sottolinea il 'buco' nella programmazione ferroviaria "tra Milano e Bologna dalle 20.20 alle 5.15" e spiega che l'offerta precedente (un EScity e due Icn, per rientrare a Bologna e nelle stazioni intermedie) era "in concorso economico con le Regioni Lombardia ed Emilia-Romagna", per "abbonati con l'integrazione della carta MiMuovoTuttoTreno". E comunque questa revisione dell'offerta 'a mercato', non sostenuta da contributi pubblici, secondo Federconsumatori è 'discutibile' perché azzera le "offerte alternative ai Frecciarossa, lasciando agli utenti scelte fittizie". L'associazione qui punta il dito anche contro "dati che Trenitalia non ha mai diffuso" sulla frequentazione di questi convogli e la loro "sostenibilità economica".
Sotto accusa anche la scelta di fare un 'hub' a Bologna criticando la 'rottura di carico' nella lunga percorrenza; la soppressione della "fermata di Milano Rogoredo dell'EsCity 9802, funzionale all'utilizzo dei vantaggi del Passante" e degli "Ic 621/622 nella tratta Bolzano-Mantova-Modena-Bologna, pur compresi nel contratto di servizio con lo Stato e funzionali ad un territorio escluso dai benefici dell'Alta velocità". Federconsumatori auspica così un rapido ripristino di quei treni "di concerto tra la Direzione nazionale di Trenitalia e le Regioni Lombardia ed Emilia-Romagna, con il coinvolgimento degli utenti e delle loro rappresentanze". Oggi poi due consiglieri regionali romagnoli, Damiano Zoffoli e Thomas Casadei del Pd, appoggiano la protesta del comitato RomBo che ha evidenziato ieri la 'beffa' dei tre treni offerti in più ai pendolari della Romagna con la rimodulazione del servizio notturno: quelli in partenza da Rimini alle 6.10, 7.27, 8.26 e da Bologna alle 21.03, 21.56 e 23.05 con fermate a Cesena, Forlì e Faenza hanno "una sola carrozza" senza cuccette ed è pressoché "impossibile salire perché è già strapiena di viaggiatori, stipati anche nel corridoio". In una interrogazione alla Giunta regionale, Zoffoli e Casadei hanno scritto: "ci sentiamo noi stessi presi in giro", va subito aumentato il numero delle carrozze a disposizione.
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(ANSA)





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