8 anni dal sisma in Emilia, il bilancio della ricostruzione: "La fine tra un paio d'anni"

E' stato definito "primo terremoto economico" del paese quello emiliano e oggi stiamo affrontando da un'altra emergenza. Bonaccini: "Oltre il 90% delle famiglie vive nella propria casa e oggi si cono più posti di lavoro rispetto al 2012"

Sono trascorsi 8 anni dal terremoto che il 20 e 29 maggio 2012 ha colpito l’Emilia e stiamo affrontando da un'altra emergenza, di tipo sanitario e non solo. 

Quello del 2012 è stato definito "primo terremoto economico" del paese, perchè, oltre che alle abitazioni dei civili e a causare vittime, ha colpito centinaia di imprese, in una delle aree più produttive d'Italia. Il punto è stato fatto questa mattina in una videoconferenza stampa con il presidente della Regione e Commissario delegato alla ricostruzione, Stefano Bonaccini, e il sottosegretario alla Presidenza, Davide Baruffi, al termine dell'incontro "in presenza", come si dice adesso, con una 40ina di commissari e sindaci, opportunamente distanziati.

La stima dei tempi per il completamento della ricostruzione post sisma è di circa due/tre anni. 6,4 miliardi di euro, dei quali 5 già liquidati a cittadini e imprese e soggetti attuatori, sono stati destinati dalla Regione alla ricostruzione.Gli edifici ripristinati sono 7.600, per circa 16 mila abitazioni rese di nuovo agibili, oltre a 5.400 piccole attività economiche. 

Nel settore pubblico, fa sapere la regione, 1.656 sono i progetti di recupero finanziati per un totale di 1,405 miliardi, con 527 cantieri conclusi e 669 cantieri ancora in corso (613 milioni), aperti soprattutto nell’ultimo periodo quando è stata decisa l’accelerazione su edifici pubblici, patrimonio storico e culturale, chiese e centri storici, l’ultimo importante tassello dopo aver praticamente chiuso la ricostruzione privata (abitazioni e imprese) e quella delle scuole, fissate all’inizio come prioritarie.

"Oltre il 90% delle famiglie vive nella propria casa e oggi si cono più posti di lavoro rispetto al 2012" covid a parte "non ci siamo abbattutati in questi anni, questa è la premessa per fare e per affrontare quello che stiamo vivendo oggi" ha detto il presidente Bonaccini “voglio ricordare coloro che hanno perso la vita: ci stringiamo ai loro cari, così come a chiunque abbia sofferto, a iniziare dai tanti che rimasero feriti. Questi territori- ha poi scritto in una nota - dopo soli otto anni si sono ritrovati a dover fare i conti con un’emergenza sanitaria senza precedenti. Ma qui tutti – donne e uomini, imprese, lavoratori – hanno dimostrato ancora una volta di saper affrontare i momenti più difficili, mettendo forza d’animo, conoscenze e professionalità al servizio dell’intera comunità regionale e del Paese. Anche grazie a fabbriche, laboratori e infrastrutture ricostruite in soli otto anni. Ancor di più adesso ci rimboccheremo le maniche, insieme, per completare definitivamente la ricostruzione nell’arco dei prossimi tre anni, con interventi per 2,2 miliardi di euro. Investimenti pubblici e cofinanziamenti privati che contribuiranno a far ripartire l’Emilia-Romagna, recuperando e creando nuovi posti di lavoro attraverso un modello di crescita che sia sostenibile. Ma così come è successo nelle aree colpite dal sisma, ne uscirà una regione ancora più forte e più bella”. 

"L'esperienza del terremoto è quella che utilizzeremo per l'emergenza sanitaria, l'unica cosa che non è possibile riparare sono le vite delle persone che non ci sono più e, anche in questo caso non sappiamo quando terminerà lo sciame epidemico", ha sottolineato Baruffi "la ricostruzione post-sisma è come il post covid". 

Da viale Aldo Moro si spinge il Governo per un'accelerazione e sburocratizzazione, in particolare da parte dell'assessore Paolo Calvano e nel pomeriggio di oggi si svolgerà l'incontro, il quarto in due mesi, con le imprese edili.

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