'Truffa dei Bed & Breakfast', colpi a raffica e migliaia di euro in pochi mesi: un arresto e due denunce

Smascherato raggiro ormai ben collaudato: approfittavano di studenti e lavoratori alla disperata ricerca di abitazioni. Nessuno scrupolo, nemmeno in presenza di persone disabili o in difficoltà

L'ARRESTATO

Un arresto e due denunce. 36 sono i capi di imputazione contestati. Così si sono concluse le indagini a carico di tre soggetti ritenuti artefici di numerose truffe ai danni di persone in cerca di immobili in affitto. L’articolata indagine è statacondotta da personale della Sezione di Polizia Giudiziaria  - Aliquota Polizia di Stato - della Procura della Repubblica di Bologna, di concerto con altre Forze di Polizia territoriali.

Si trova ora agli arresti domiciliari - K.X. - colui che è ritenuto a capo del sistema truffaldino, mentre altri due soggetti,  ritenuti suoi complici, sono stati denunciati in stato di libertà.

Da quanto ricostruito dalle indagin  l'arrestato "approfittando di studenti e lavoratori alla disperata ricerca di abitazioni nel Capoluogo felsineo, non dimostrava scrupolo  nell’arrecare loro ingente danno economico e  soprattutto morale, pur in presenza, talvolta, di persone gravate da disabilità (ipovedenti o con difficoltà motorie) e in condizioni sociali svantaggiate (profughi fuggiti da realtà di guerra)".

Truffa dei Bed & Breakfast: la tecnica utilizzata

La tecnica - ricostruiscono gli investigatori - era quella di contattare i proprietari/gestori di Bed & Breakfast o case vacanze, posti nel centro cittadino e zone limitrofe, attraverso piattaforme internet dedicate, chiedendo in affitto immobili per poche notti ed inviando a garanzia della prenotazione copie di documenti appartenenti ad ignare persone precedentemente truffate. In pochissime ma decisive occasioni hanno prodotto documenti propri.
Una volta assicuratisi la disponibilità dell’immobile, eliminavano ogni riferimento che lo riconducesse ad attività ricettiva e contestualmente inserivano annunci su siti internet.

Tutti coloro che contattavano l’inserzionista, venivano messi in condizione di visitare quanto pubblicizzato, avendone i truffatori la materiale disponibilità. Era consuetudine vedere svariate persone in fila per visitare un immobile, motivo questo su cui K. X.  faceva affidamento per ottenere veloci e sicuri pagamenti da coloro che pur di giungere ad un accordo, prevalendo sugli altri, versavano in contanti o tramite bonifico, somme di denaro a titolo di caparra, ricevendo talvolta in cambio copia delle chiavi e talvolta una sorta di contratto di locazione. 
Ottenuto l’ingiusto guadagno faceva poi perdere le proprie tracce, lasciando in serie difficoltà coloro che a fatica erano riusciti a recuperare il denaro per assicurarsi un alloggio in città.

"Nonostante si fosse sparsa la voce di tali truffe fra i proprietari delle strutture - si sottolinea nell'indagine - e nonostante all’inizio dell’anno il personale di polizia procedente avesse già denunciato a piede libero K. X. per fatti analoghi, questi riusciva comunque a prendere in affitto per più volte il medesimo appartamento, in virtù del fatto che ogni volta forniva a garanzia della prenotazione documenti appartenenti a persone a lui non riconducibili. Tale sgradevole condotta, troncata anche grazie alla collaborazione dei soggetti truffati, che durante l’attività di individuazione fotografica hanno riconosciuto senza dubbio alcuno  K. X. ed i due complici, ha permesso ai malviventi di impossessarsi di circa 30.000 Euro nel giro di 8 mesi di illecita attività svolta nella sola città di Bologna".
 

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