Truffa dei bancomat, continua il raggiro del 'finto accredito'

Con un espediente i truffatori convincono i clienti a effettuare una operazione preliminare sul proprio conto, ma in realtà è un versamento

Continuano gli episodi di truffa con l'espediente del finto versamento. Nel caso di specie, all'interno di una maxi indagine da parte dei Carabinieri di Sacile (Treviso) un 54enne di Budrio è stato accusato di truffa, per essersi fatto accreditare 260 euro da una 42enne appunto di Sacile, per un asciugacapelli.

L'indagine dei militari veneti ha portato alla luce una tecnica di truffa già adottata diverse volte anche nel bolognese: in pratica le vittime, dopo aver inserito i loro beni in vendita su varie piattaforme online venivano contattate da fantomatici compratori.

In maniera assolutamente gentile e convincente, i truffatori si fingevano interessati agli oggetti. Al momento di stabilire le modalità di pagamento, i denunciati convincevano le vittime dell’esistenza di un sistema di accreditamento del denaro in linea diretta presso gli sportelli Postamat mediante il semplice inserimento della tessera e seguendo in tempo reale le indicazioni fornite al telefono dagli astuti truffatori. In questo modo i soldi, anziché essere accreditati al venditore, finivano nelle carte Postepay evolution dei truffatori, in alcuni casi anche per importi notevolmente superiori a quelli pattuiti per la vendita del prodotto.
 


 

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