Promettono donazione alla chiesa: prete vittima di una truffa da 5mila euro

Il prelato e il sedicente benefattore, si erano dati appuntamento per discutere della donazione. Poi era entrato in scena il complice

Un 65enne residente a Bologna con diversi precedenti per truffa è stato arrestato dalla Polizia per il reato di "truffa all'americana", o "pigeon drop" ("colpo del piccione"), messa in atto ai danni di un sacerdote di 80 anni di una parrocchia del veronese. Era stato contattato da un sedicente medico per poter lasciare alla chiesa un lascito di circa 40mila euro. Lo riferisce Veronasera

L'incontro in canonica, il dottore e lo svizzero

Il 20 settembre scorso, il prelato e il sedicente benefattore, presentatosi come "Dr. Visentini", si erano dati appuntamento per discutere della donazione. Poi era entrato in scena un complice, il quale, fingendosi un cittadino svizzero di passaggio, ha spiegato di essere giunto appositamente dalla Svizzera per cercare un medico, inventandone ovviamente le generalità, al quale avrebbe voluto lasciare un'ingente somma di denaro. A quel punto, il finto dottore si era affrettato a spiegare dinanzi al prelato che il suo "collega" medico era purtroppo recentemente venuto a mancare.

Lo "svizzero" ha lasciato intendere al prelato di voler anch'egli effettuare una donazione alla chiesa. Il prete, circuito dai due complici, è stato convinto che nel giro di breve tempo avrebbe ricevuto, non una, bensì addirittura due importanti donazioni e della necessità di andare da un notaio, concordando che le spese per svolgere la pratica fossero sostenute dal prete. Quest'ultimo, persuaso dai due truffatori e forse anche confuso dalla prospettiva di una così importante donazione futura, si è quindi deciso ad andare in banca, sempre su suggerimento dei due complici, per prelevare 5mila euro con i quali sostenere le spese notarili.

Tornato in parrocchia, ad attenderlo vi era una Mercedes Classe A con al volante lo "svizzero", mentre il "Dr. Visentini" aveva con sé una valigetta ricolma di denaro, probabilmente falso, secondo gli inquirenti, ma anche una busta vuota nella quale mettere i contanti appena prelevati, da consegnare poi al notaio.

I tre non hanno mai raggiunto lo studio: i due truffatori hanno accostato l'auto vicino a una tabaccheria perché la vittima acquistasse una indispensabile marca da bollo, così una volta sceso i due complici hanno ingranato la marcia e sono fuggiti con i 5mila euro. 

Scattano le manette 

Compreso finalmente di essere stato truffato, il prete si è annotato il numero di targa dell'auto in fuga, intestata all'arrestato, consentendo così agli uomini della questura di Verona arrestarlo. Le manette sono scattate il 7 febbraio nella sua abitazione bolognese del falso dottore. Il Gip ne ha disposto la custodia cautelare in carcere con l'accusa di "truffa aggravata". L'altro complice, il cosiddetto "svizzero", al momento ha fatto perdere le sue tracce.

 

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