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Truffe in Banca, aprivano conti con false identità per versare assegni rubati

In manette impostori che hanno messo in scacco istituti bancari e uffici postali: presi ieri dopo un blitz in posta. La segnalazione sui due truffatori partì dalla Banca Popolare dell'Emilia Romagna

Redazione 15 luglio 2011

Arrestati professionisti della truffa ai danni di istituti bancari e uffici postali. Agivano in due, un uomo e una donna, la procedura era sempre la stessa: aprivano conti correnti in banca presentando una falsa documentazione e poi vi versavano assegni rubati dai circuiti postali. Sono 5 i reati contestati nel bolognese.

Ieri i due impostori sono finiti in manette, ora dovranno rispondere di una lunga serie di reati: falsità commessa da privato, possesso e utilizzo di documenti di identità falsi, truffa, sostituzione di persona e ricettazione in concorso.

SEGNALAZIONE DALLA BANCA POPOLARE EMILIA ROMAGNA. Le indagini dei Carabinieri hanno preso avvio il 6 luglio a seguito della segnalazione del vicedirettore della Banca Popolare dell’Emilia Romagna, il quale segnalò che presso la filiale di via Cairoli 11 si era recato un soggetto che intendeva aprire un conto corrente versando la somma di 50,00 euro. Lo stesso si presentò con tutta la documentazione necessaria: la carta d’identità, il tesserino del codice fiscale e una copia della pratica di trasferimento della residenza rilasciata dal Comune di Bologna.

Nella medesima data i militari vennero a conoscenza del fatto che, presso un altro ufficio postale della medesima banca, si era recata una donna chiedeva di aprire un conto corrente. Anche lei, dopo aver presentato i documenti d’identità necessari, fornì un foglio relativo alla pratica di trasferimento di residenza rilasciata dal Comune di Bologna.

IL BLITZ DEI MILITARI IN BANCA. L’attività investigativa dell’Arma è partita immediatamente dopo che il personale delle Poste e dell’Istituto Bancario hanno consegnato ai militari tutta la documentazione, risultata falsa, dei due soggetti. In particolare venne riscontrato che la pratica di residenza della donna e dell’uomo erano identiche.

Ieri mattina, la direttrice dell’ufficio postale ha telefonato ai Carabinieri dicendo che si era nuovamente presentata la donna. A questo punto i militari si sono recati sul posto ed hanno chiesto alla sospettata di fornire il proprio documento di identità. Dopo accertamenti, la donna ha infine ammesso che i documenti erano fasulli e che stava alloggiando presso un hotel della zona.

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I Carabinieri, al fine di recuperare ulteriori indizi, hanno così proceduto alla perquisizione in hotel, dove sono stati rinvenuti i documenti falsi appartenenti anche all’uomo, sodale della truffatrice. I due soggetti sono infine stati tratti in arresto
 

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