Truffe contrattuali: appartamenti inesistenti in affitto a Bologna, banda al palo

Appartamenti di cui non avevano disponibilità a Bologna e in diverse città italiane

Le specialità comprendevano anche le “truffe contrattuali”, ovvero mettere in affitto, su noti siti internet di annunci, appartamenti di cui non avevano disponibilità a Bologna e in diverse città italiane (Venezia, Brescia, Verona, Pistoia, Bergamo Ferrara e Cagliari). I Carabinieri della Compagnia di Montella (AV), a conclusione di un’articolata attività d’indagine hanno proceduto alla notifica degli “avvisi di conclusione delle indagini preliminari” emessi nei confronti di 10 soggetti, di età compresa tra i 20 ed i 42 anni, con base operativa nella zona orientale di Napoli ed, in particolare, nei quartieri di Barra e Ponticelli. Le 10 persone, tutte gravate da numerosi precedenti contro il patrimonio, sono ritenute responsabili - a vario titolo - di riciclaggio, auto-riciclaggio, truffa ed accesso abusivo nei sistemi informatici. Lo riferisce Avellino Today.

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Ma sapevano fare anche di meglio: quasi 150, infatti, sono stati i casi accertati in cui, sistematicamente, i 10 truffatori si introducevano nei sistemi informatici di numerose società operanti sull’intero territorio nazionale, captando l’e-mail scambiate, nell’ambito di rapporti commerciali, tra le società hackerate e le ditte fornitrici; - inviavano e-mail “manipolate”, con le quali si sostituivano alle ditte aventi diritto ed indicavano degli IBAN che facevano capo al sodalizio, sui quali effettuare i pagamenti delle forniture già avvenute; - trasferivano le somme di denaro illecitamente acquisite (circa 200.000 euro) su ulteriori conti bancari, per reimpiegarle, impedirne il recupero ed ostacolare l’identificazione della provenienza illecita. Proprio su uno di questi conti correnti venivano accertate oltre 1.600 operazioni, con una movimentazione di denaro, nell’arco dell’anno, superiore ai tre milioni di euro.

Ad essere truffate oltre una cinquantina di aziende, non solo delle province di Avellino, Napoli e Caserta ma di tutta Italia (dalla Puglia al Veneto, dalla Sicilia alla Lombardia ma anche società laziali, umbre ed abruzzesi). Durante la medesima attività di indagine, inoltre, venivano scoperte una trentina di “truffe contrattuali”.
 

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