Ufficio oggetti smarriti: dall'abito da sposa, ai travestimenti sexy

Un magazzino colmo di oggetti di ogni genere, che i bolognesi dimenticano sul bus, sul treno, per strada. Un ufficio del Comune se ne occupa quotidianamente, dalla restituzione all'asta online

Sono in pochi a sapere della sua esistenza, è un ufficio del comune ospitato nella 'Torre B' di Piazza Liber Paradisus: qui, molto poeticamente, potremmo dire che vengono custoditi ricordi, che si immaginano e si ricostruiscono storie, qui ci si stupisce per tante stranezze ed è sempre qui che si riacquista fiducia nell'onestà del prossimo. Si tratta dell'ufficio oggetti rinvenuti (non smarriti, ma ritrovati): un immenso magazzino dove ogni giorno crescono le pile di portafogli, occhiali, telefoni e computer, oggetti di ogni tipo, comuni e decisamente fuori dal comune. 

E' Maria Muraca,  la responsabile dell'ufficio, a introdurci in questo mondo di cose perdute e spesso neppure cercate: "In questo luogo convergono tutti gli oggetti trovati sui treni, in stazione, sugli autobus, in giro per la città, quelli posti nelle buchette (di tutta la regione Emilia-Romagna) e quelli consegnati alla questura e ai vari commissariati cittadini". 

Da una prima occhiata in giro sembra che la gente dimentichi e perda davvero qualsiasi cosa. Ma quali sono gli oggetti che più frequentemente vengono riportati qui? Facciamo una top list?

Al primo posto ci sono i portafogli, molti dei quali ovviamente sono quelli rubati. Poi arrivano le chiavi e i mazzi di chiavi: tantissimi, sia di casa che delle auto. Al terzo posto direi gli occhiali e poi i telefoni cellulari. 

E fino a qui un dato prevedibile...vedo qui intorno anche delle cose molto particolari: quali gli ultimi ritrovamenti 'curiosi'?

Questa classifica è senza dubbio più divertente. La cosa che ci ha stupiti di più è stato l'abito da sposa completo di bouquet che abbiamo ancora qui: non solo di lei, anche quello di lui con al seguito una valigia piena di cioccolatini e vino per brindare. Ci abbiamo ricamato sopra diverse storie e poi, grazie ad alcuni elementi contenuti nei bagagli, siamo riusciti a risalire ai proprietari, una coppia di polacchi che hanno lasciato tutto in aeroporto. Li abbiamo sentiti e a breve torneranno a prendersi tutto, approfittando di questo recupero per fare un piccolo viaggio a Bologna. 

E poi abbiamo qui un travestimento da poliziotto sexy, una valigetta con dentro un intero corso di inglese su dischi in vinile, tantissime stampelle e deabulatori (e noi ci chiediamo come possano farne a meno e dimenticarseli nei luoghi più disparati), un flessibile, una dentiera, le borse dello shopping con dentro i pacchetti degli acquisti intonsi, decine di sacchetticon le scarpe di ricambio, le cartelle dei disegni degli studenti (quando comincia la scuola cominciano ad arrivare in modo sistematico) persino un enorme box per bambini.

Vedendo tutte queste cose, compresi diversi oggetti tecnologici, anche di valore, viene da pensare che le persone siamo molto oneste visto che invece che tenersele le portano qui...

Assolutamente sì! Lavorando in questo ufficio ci si rende conto (cosa che non ci saremmo aspettati) che c'è molta gente onesta: basti guardare l'interno della nostra cassaforte. E' colma di preziosi che nessuno ha mai reclamato. L'oro si sa, al giorno d'oggi (massiccia la presenza di compro-oro in città) è facilmente tramutabile in denaro contante e quindi la tentazione può venire: evidentemente prevale il senso del dovere, il pensiero che per i proprietari siano oggetti dal valore anche affettivo...

Ci sono anche tantissime fedi...

Queste fedi (vedi foto) sono in realtà gli anelli utilizzati per le truffe: ce ne hanno portati tantissimi. Alcuni truffatori lasciano cadere questi preziosi (sono marchiati, ma non è oro) vicino alle vittime designate per poi chiamarle e dir loro che forse hanno perso qualcosa: dopo questo approccio scatta il furto di qualcos'altro....

Quanto tempo reastano qui gli oggetti rinvenuti? Che diritti ha su di essi il trovatore e cosa succede se nessuno li reclama?

Li teniamo in custodia per 12 mesi. Trascorso questo periodo il trovatore ha diritto di riavere quello che ci ha portato. Gli oggetti non reclamati vengono messi all'asta, che avviene online e che è gestita dall'istituto di vendite giusìdiziarie di Bologna, l'IVG. Naturalmente solo una parte degli oggetti viene messa all'asta: le apparecchiature tecnologiche ripulite di ogni dato sensibile, le borse, lotti di oggetti della stessa categoria, ecc. Per la merce restante apriamo periodicamente dei bandi rivolti alle associazioni (adesso ne sta pertendo uno, per avere info basta andare sul sito Iperbole), che possono avere a titolo gratuito quello che più serve loro: la cosa importante è che sia un progetto di valorizzazione del riciclo e che abbia come obiettivo la solidarietà. 

Chissà quante storie sono passate di qui...

Tantissime. Lavorare qui significa anche incrociare le storie delle persone, delle famiglie...L'altro giorno sono venuti una mamma e il figlio adolescente: lui non ammetteva di aver perso lo zaino, ma lo zaino era qui, portato dal personale Tper. In pratica lo aveva lasciato su un bus sul quale non doveva essere: in orario scolastico direzione Pianoro, dove aveva accompagnato la sua fidanzatina dopo aver marinato la scuola. Abbiamo fatto da 'mediatori' dicendo che si trattava pur sempre del primo amore e che andava perdonato!

Tantissimi bolognesi scopriranno solo adesso che esiste un ufficio oggetti rinvenuti: un appello?

E' vero. Pochissimi sanno che ci siamo e l'appello lo facciamo alle persone che perdono le loro cose: venite qui a cercarle, non pensate in negativo perchè qualcuno potrebbe aver trovato il vostro oggetto smarrito e, anche se è di valore, può averlo portato qui. Le possibilità di ritrovarlo sono maggiori di quel che pensate: qui ci portano le cose trovate sui mezzi pubblici, nelle stazioni, quelle portate alla questura e quelle lasciate nelle cassette postali di tutta la regione. E' possibile vedere già sul nostro sito gli oggetti che abbiamo.

Come si fa a dimostrare che quell'oggetto lo abbiamo perso proprio noi? Ci sono dei furbetti che si fingono i proprietari?

Bisogna darne una descrizione minuziosa e, preferibilmente, portarci la denuncia di smarrimento. Di furbi che si presentano qui ce ne sono stati e ce ne saranno, ma non è facile convincerci, come ho detto bisogna dimostrare la legittima proprietà. 

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