Ateneo, esami ripetuti anche 14 volte e salti mortali per pagare le tasse

Poi, ad esempio, c'è la strana vicenda di un gruppo di 90 studenti, tutti iscritti allo stesso corso, che ha presentato un'istanza collettiva segnalando "l'anomala difficoltà" a superare un esame...

Ripetere lo stesso esame, magari l'ultimo prima della laurea, una, due, anche sei volte. In un caso fino a 14 volte. Ed essere bocciati ad ogni appello. A quanto pare non capita così di rado nelle aule dell'Alma Mater di Bologna, stando a quanto scrive la Garante degli studenti, Dolores Neri, nella relazione sull'attività svolta nel 2015.

E non mancano i casi limite. La storia "più eclatante" si è verificata "nell'ultimo periodo", racconta Neri, e riguarda "uno studente extracomunitario in condizioni economiche disagiate, rimasto da anni in debito di un unico esame ripetuto con esito negativo ben 14 volte, con conseguente iscrizione in qualità di fuori corso, perdita di benefici Ergo e problemi incombenti di rinnovo del permesso di soggiorno". Per fortuna, scrive Neri, il caso si è risolto grazie a una strategia adottata ormai sistematicamente. La Garante segnala il caso alla Scuola, che concede allo studente in difficoltà di sostenere l'esame con un altro docente. E nella maggior parte dei casi, la prova è superata.

C'è poi la strana vicenda di un gruppo di 90 studenti, tutti iscritti allo stesso corso, che ha presentato un'istanza collettiva segnalando "l'anomala difficoltà" a superare un esame "per il quale, da anni, la percentuale complessiva dei promossi agli appelli era stata in media inferiore al 10% degli esaminandi". E così, su un numero programmato di 100 iscritti all'anno, nel tempo si è formata una coda di 300-400 studenti in debito di quell'esame, con il conseguente allungamento dei tempi di laurea. La Scuola di cui fa parte il corso ha annunciato l'intenzione di indire appelli straordinari e di istituire una commissione suppletiva che affianchi il docente per smaltire la fila. Ma ad oggi "non si è in grado di confermare l'avvenuta attuazione in concreto di queste misure", segnala la Garante.

Nel corso del 2015 sono circa una sessantina le segnalazioni arrivate alla Garante per problemi in ambito didattico e di relazione coi docenti. In questo senso, sono state "frequenti" le richieste di intervento da parte di studenti per "l'esito ripetutamente negativo, anche per oltre sei prove", di un esame sostenuto con lo stesso docente, a volte l'ultimo prima della laurea. Di solito, spiega la Garante, soprattutto in presenza di un buon curriculum di studi, le ripetute bocciature sono frutto più che altro di fattori come la perdita di autostima e la tensione crescente, che nulla hanno a che vedere con la preparazione dell'esame in senso stretto. Spesso però il problema causa alle famiglie "prolungati e gravosi esborsi economici". E così la Garante, di norma, segnala il problema al preside della relativa Scuola, chiedendo la possibilità per lo studente di sostenere l'esame con un altro professore. E nella maggior parte dei casi, "esaminato da una nuova commissione, lo studente ha di regola e talora brillantemente superato la prova".

Un altro scoglio difficile da superare sembra essere l'esame di idoneità linguistica in inglese, che "per un numero considerevole di studenti che hanno ultimato tutti gli altri esami, rappresenta un ostacolo pressochè insormontabile e non previsto al conseguimento della laurea, spesso rinviata per tale motivo per un numero non indifferente di anni". Gli studenti danno la colpa "all'eccessiva difficoltà dell'esame e alla mancanza di adeguati corsi preparatori". La Garante ha segnalato più volte il problema all'Ateneo, ma finora non è stato "possibile pervenire ad alcuna attenuazione del fenomeno".

Poi c'è il problema degli studenti che faticano a pagare le tasse e restano in debito, rischiando così il blocco della carriera universitaria. Per l'Alma Mater di Bologna è un problema che si presenta "con una frequenza sempre più assillante", a detta della Garante. Il problema si è accentuato "in maniera drammatica" da ottobre, con l'introduzione del nuovo Isee che ha di fatto escluso molti studenti dai benefici Ergo, su cui avevano confidato "per intraprendere gli studi universitari". Insomma, una situazione "negativa e indubbiamente pregiudizievole del diritto allo studio", censura la Garante, a cui il piano di aiuti messi in campo dall''Alma Mater e da Ergo ha "limitatamente mitigato".

Sulle 178 istanze ricevute l'anno scorso, 54 hanno riguardato l'ambito economico (ma furono 70 l'anno scorso) e di queste 30 erano per richieste di contributi. Nel triennio 2013-2015 sono state 569 le segnalazioni degli studenti alla Garante, di cui 182 per motivi economici. In questo periodo, sottolinea Neri, sono "progressivamente aumentate le istanze relative a problemi attinenti alla fruizione di benefici Ergo e alla concessione di contribuzioni straordinarie". Anche nel 2015, afferma la Garante, "il problema che è stato posto con frequenza sempre più assillante attiene all'estrema difficoltà degli studenti che, per qualche ragione, non possono usufruire dei benefici Ergo (o sono decaduti), di provvedere al pagamento dei contributi universitari" e, nel caso di fuorisede, anche di "sostenere le spese per il mantenimento" in città.

La morosità, sottolinea Neri, "determina il blocco della carriera universitaria con conseguente impossibilità di sostenere esami". Il problema è ancora più pressante per gli studenti extra Ue, che "in genere non sono in grado di mantenersi presso la sede universitaria se non usufruendo di borse di studio", perchè non possono ottenere o rinnovare il permesso di soggiorno. In verità la Garante in molti casi non ha potuto fare granchè, stante "l'inderogabilità della normativa in materia", se non invitare gli studenti in difficoltà a partecipare ai bandi per le borse di studio. I casi "più meritevoli di attenzione" sono stati però segnalati all'Ergo e direttamente al rettore, per ottenere l'esonero parziale o totale dalle tasse. I casi "in cui lo studente era prossimo alla conclusione degli studi e alla criticità della situazione economica si accompagnavano soddisfacenti requisiti di merito, hanno avuto in genere esito positivo".

Nel corso del 2015, si legge ancora nella relazione della Garante, si è poi verificato di frequente "il ritardo con cui le segreterie procedono al controllo finale della regolarità contributiva degli studenti, che in più occasioni si sono visti comunicare solo in prossimità della laurea un notevole debito". In un caso, uno studente lavoratore è riuscito a reperire la somma necessaria, comunicata pochi giorni prima la discussione della tesi, "solo negli ultimi minuti utili per rispettare il termine di pagamento".

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Infine, alcuni studenti hanno protestato per i 30 euro che l'Ateneo pretende per rilasciare un duplicato del badge, anche in caso di furto. La segnalazione della Garante "ha indotto gli organi competenti a valutare la possibilità di eliminare il costo, allineandosi così alle altre Università italiane". 
(agenzia Dire)

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