Via Stalingrado, lavoratori Unipol in sciopero: 'Imposto il contratto meno oneroso'

Striscioni, cori e fischietti, ma anche Polizia in tenuta antisommossa. Disagi al traffico nella zona

"Oggi siamo qui per contestare l'atto di arroganza dell'azienda, che ha chiuso le trattative in modo autoritario": in via Stalingrado da questa mattina i dipendenti Unipol stanno scioperando, mentre nel palazzo è in corso l'assemblea degli azionisti.
Striscioni, cori e fischietti, ma anche Polizia in tenuta antisommossa sul posto. La mobilitazione ha causato disagi al traffico intorno a Via Stalingrado. 

Dopo 29 incontri sull’armonizzazione dei contratti integrativi Unipol Assicurazioni e Fonsai (a seguito della fusione avvenuta oltre un anno fa) non si è arrivati ad alcun accordo: “Singolare che un’azienda come Unipol, che dichiara di ispirarsi a valori etici e sociali, in occasione del rinnovo del contratto integrativo abbia cercato lo scontro e diviso i lavoratori - il commento di Roberto Garibotti, Segretario nazionale First Cisl - mettendo di fatto il sindacato di fronte a una scelta, se umiliare i lavoratori accentando la proposta aziendale o scegliere la via della rottura”.

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La mobilitazione sotto l'imponente quartier generale Unipol di via Stalingrado seguirebbe la rottura delle trattative consumatasi già nella tarda notte di sabato 22 aprile, con la non disponibilità dell’azienda a recepire le proposte che il sindacato aveva sintetizzato per addivenire ad una positiva definizione del negoziato, dichiarando chiusa la trattativa. Come comunica il sindacato, tale posizione "è stata poi formalizzata con una lettera a tutti i dipendenti dopo 'l’ultimatum' alle Organizzazioni sindacali della 'possibilità' di apporre un’eventuale firma entro le ore 17 del 25 aprile sul testo ultimo conseguito nei molteplici incontri fino al 22 notte, nonostante l’indicazione del sindacato di sottoporre il testo alla valutazione dei lavoratori. Un’impostazione di Relazioni Industriali del tutto estranea ed incoerente con la storia del Gruppo, tesa a cancellare il costruttivo e consolidato rapporto di confronto con i propri dipendenti e i loro rappresentanti sindacali".

Il tentativo dell'azienda è quello di condurre la notevole distanza tra i due integrativi – che riguardano 10 mila dipendenti - tendenzialmente verso il basso. “Il sindacato – conclude Garibotti – in un momento così delicato per il settore, non può accettare un ultimatum, mentre è disponibile ad aprire il confronto. Proprio questo l'obiettivo della mobilitazione che culminerà domani con lo sciopero e il presidio della sede dell'assemblea dei soci”.

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Commenti (2)

  • Avatar anonimo di francesco
    francesco

    Citofonare c/o Partito Democratico.lo stesso che probabilmente vi ha assunto.grazie e arrivederci.

    • Prego e.

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