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Università, 470 neo dottori acclamati in piazza. Eco: 'Patrimonio che non va sciupato'

Prima cerimonia solenne per neo dottori di ricerca della storia Unibo difronte alla cittadinanza: se c'è chi ne ha apprezzato il valore simbolico, in molti sbottano: 'Un'americanata, si diano opportunità vere'. Merola: 'No a raccomandati, meritocrazia'

Redazione 19 giugno 2012

L'Università di Bologna, la più antica d'Europa, rivoluziona il suo cerimoniale: per la prima volta nella sua storia Unibo ieri ha proclamato i suoi neo dottori di ricerca difronte all'intera città: in 470, indossando tanto di toga, nella bella cornice di piazza Maggiore, hanno ricevuto l'agognato attestato dalle mani del Rettore Ivano Dionigi.
Se a qualcuno la cerimonia solenne è parsa un'"americanata", quando in realtà la situazione attuale vorrebbe "che l'Università, l'amministrazione locale, lo Stato intero offrisse opportunità vere a questi giovani e garantisse loro un futuro", qualcun'altro ha apprezzato il valore simbolico: 'doveroso un riconoscimento pubblico per l'impegno messo da questi giovani, gusto che li si festeggi degnamente'.

Per il sindaco Virginio Merola la nuova cerimonia solenne è sintomo invece di 'lungimiranza: la  ricerca  e la scienza sono priorità per un Paese civile, in particolare per  un  Paese  che  vuole uscire da questa crisi economica. Sono un volano affinché  il  nostro  Paese possa tornare a crescere in modo sostenibile in ogni  suo  singolo  settore. Dobbiamo scommettere insieme sulla conoscenza, sul  vostro  entusiasmo  e  sulle vostre capacità, e sulla generosità degli adulti di sapere farsi da parte quando è necessario".
Il primo cittadino non ha nascosto le difficoltà a cui andranno incontro i giovani dottori: "Parliamoci  chiaro,  - ha detto - la crisi economica non è finita  e da Sindaco sto guidando la nostra comunità dando massima priorità al  lavoro,  alla  creazione  di  nuove  imprese,  alle iniziative per fare ripartire  gli  investimenti". Poi Merola ha chiosato sottolineando: "quando  penso  ai  buoni  motivi  per  cui  i  giovani,  i ricercatori, gli imprenditori,  dovrebbero  scegliere Bologna, non cerco solo tra quello che siamo e che abbiamo, ma penso a quello che vogliamo e possiamo essere: 100% alla  capacità,  0%  ai raccomandati, una città dove il merito sia premiato davvero,  e  quindi  a  tutti è garantito l'uguaglianza di base nel diritto allo studio."

A salutare i neodottori di ricerca ieri c'era anche Umberto Eco, che li ha spronati: "A 24 anni si comincia a perdere neuroni. Non sarete mai intelligenti come oggi, per questo buttarvi via sarebbe un errore gravissimo", ha detto nella sua prolusione. Eco ha lanciato un appello al mondo dell'imprenditoria (sul palco c'era anche il presidente di Unindustria Alberto Vacchi): "Prendete sul serio questi ragazzi, è un capitale che non va sciupato". Prima anche Dionigi aveva sottolineato come "in Italia né il pubblico né il privato riconoscono appieno il valore del dottorato", una "stoltezza", secondo il Rettore, che porta molti a scegliere la via dell'estero: "Ma fino a quando potremo permetterci questo autolesionismo, questo vero e proprio suicidio di consegnarvi chiavi in mano agli altri paesi?".

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