Nuovo Campus Universitario all'ex Staveco: lavori al via entro un anno e mezzo

Un'operazione da 100 milioni di euro, per cinque anni di cantieri. Intanto si progetta valorizzazione anche dei Prati di Caprara: dove sorgeranno un complesso residenziale, servizi, una scuola e un grande parco

il momento della firma dell'accordo quadro e la pianta del progetto all'ex Staveco

Un'operazione da 100 milioni di euro, per cinque anni di lavoro, e cantieri aperti tra 12-18 mesi. Comincia a prendere vita il maxi-progetto Staveco, che dovrebbe portare un intero pezzo dell'Alma Mater di Bologna ("Campus 1088", come lo ha battezzato il rettore Ivano Dionigi) nell'area ai piedi dei colli dove un tempo si fabbricavano i veicoli da combattimento dell'esercito.

Comune e Ateneo hanno firmato ieri un accordo quadro insieme all'Agenzia del Demanio e all'Invimit, il fondo immobiliare del ministero dell'Economia. Un accordo che non riguarda solo l'ex Staveco, che sarà conferita nel fondo "i3-Università", gestito da Invimit, ma anche i Prati di Caprara (est e ovest), che entrano nel fondo "i3-Stato".
E' la mossa che dovrebbe sbloccare la partita delle due principali ex aree militari in città. Entro giugno, Invimit darà esecuzione all'accordo per quanto riguarda l'inserimento della ex Staveco nel fondo (entro settembre per i Prati di Caprara). Ancora in corso, inoltre, la valutazione degli immobili che l'Alma Mater ha deciso di dismettere per recuperare una parte delle risorse da destinare al progetto (le prime stime arriveranno tra 30-40 giorni).

Nel giro di tre mesi, anche Palazzo D'Accursio approverà il Piano operativo comunale che confermerà la destinazione d'uso delle due aree (già prevista nel Psr): campus universitario alla Staveco; residenziale, servizi, una scuola e un grande parco da 20 metri quadrati ai Prati di Caprara. Nel frattempo, l'Ateneo chiederà al ministero dell'Istruzione un finanziamento a valere sulla legge 338. In totale, afferma il rettore Ivano Dionigi, per il progetto Staveco "siamo a cavallo dei 100 milioni". E' l'eredità che lascia al suo successore? "Lascio la Staveco ai colleghi e soprattutto agli studenti", risponde Dionigi.

Per Elisabetta Spitz, ad di Invimit, "contiamo di chiudere lo sviluppo del progetto Staveco entro cinque anni. Il Campus 1088 deve vivere tra cinque anni, altrimenti sono progetti che si perdono". Inoltre, aggiunge Spitz, "se tutto sarà veloce come promesso, tra 12-18 mesi potremo vedere i lavori in corso". I Prati di Caprara, invece, sono un progetto "molto più a lungo termine. Avrà uno sviluppo graduale e la possibilità di rivedere la destinazione d'uso e le cubature, per soddisfare i bisogni della città nell'arco dei prossimi 20 anni".

Al termine dell'iter di valorizzazione, il Demanio riconoscerà al Comune una quota fra il 5% e il 15% del ricavato della vendita degli immobili di proprietà dello Stato, che Palazzo D'Accursio destinera'' alla realizzazione del "Campus 1088". "E' la nostra priorità, afferma il sindaco Virginio Merola. Che aggiunge: "Ho un po' di emozione a firmare questo accordo, perche'' sono il sindaco che ce la fa a trasformare le aree militari. Siamo i primi in Italia a partire. L'urbanistica ha un solo difetto, ha dei tempi". Ma, assicura Merola, "c'è anche la certezza della realizzazione". Per Roberto Reggi, direttore del Demanio, la firma di ieri "è stata un'operazione molto utile", che arriva "a conclusione di approfondite analisi di fattibilità. Diamo un'opportunità di sviluppo a Bologna, recuperando aree molto degradate".

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