Vaccini, bufera sul presidente ordine medici: 'Si dimetta'

Le società scientifiche di Pediatria, di Igiene e di Medicina del Lavoro, il presidente dell'Istituto superiore di sanita' e il medico vaccinista Roberto Burioni chiedono le dimissioni di Giancarlo Pizza

Un intervento "del tutto inappropriato", che genera "stupore e preoccupazione". Le società scientifiche di Pediatria, di Igiene e di Medicina del Lavoro (Sip, Siti e Silm) censurano così il presidente dell'Ordine dei medici di Bologna, Giancarlo Pizza, che ha firmato la prefazione a un libro in cui si contesta l'obbligo vaccinale. A firmare la nota i tre presidenti Alberto Villani, Fausto Francia e Francesco Violante.

Nel suo scritto, come riportato da Repubblica Bologna, Pizza definisce il decreto legge dell'ex ministro Lorenzin "un'operazione precipitosa connessa a una presunta 'epidemia' di morbillo e a una 'insufficiente' copertura vaccinale che non aveva raggiunto il 95% della popolazione dei neonati". Parole che vanno saltare sulla sedia medici e pediatri. "Rammentiamo che la legge sull'obbligo nasce proprio per garantire la frequenza scolastica a migliaia di bambini immunodepressi che non possono essere vaccinati e che rischierebbero la vita se non protetti dall'immunità di gregge- affermano le tre società scientifiche- la legge prevede inoltre finanziamenti per le campagne di informazione sanitaria alla popolazione, nonche' la possibilita' di rivedere gli obblighi con il miglioramento delle coperture". Secondo medici e pediatri, tra l'altro, "chi riveste incarichi di responsabilita' deve indirizzare i cittadini ad acquisire informazioni presso i servizi vaccinali, dove possono trovare operatori preparati a fornire tutte le migliori e piu' aggiornate evidenze scientifiche".

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A maggior ragione, dunque, "riteniamo da medici del tutto inappropriato che il presidente dell'Ordine dei medici di Bologna pensi che un libro dal titolo 'Immunita' di legge', scritto dal 'Pedante' (un musicista che neppure si firma) e da un chirurgo, che da una nostra ricerca nelle banche dati mediche non risulta essersi mai occupato della materia, rappresenti un contributo importante al dibattito scientifico, degno di una sua prefazione".

Pizza in realtà non è nuovo ad affermazioni del genere. Già un anno fa il presidente dell'Ordine dei medici di Bologna finì al centro della polemica per alcune sue affermazioni contro l'obbligo vaccinale. "Sono stato male interpretato", si difese allora Pizza, confermando però tutti i suoi dubbi sulla legge sia nazionale sia regionale in Emilia-Romagna che impone l'obbligo dei vaccini a scuola.

"Vedo in questo un fallimento- disse allora il presidente dell'Ordine dei medici di Bologna- perché per me è più importante convincere. E poi sono sicuro che porterà dei contenziosi". Pizza assunse anche posizioni critiche sulla radiazione di un medico no-vax a Treviso e mise in dubbio l'allarme sul calo delle vaccinazioni ("Non mi pare si sia arrivati a livelli di guardia per cui l'effetto gregge viene meno"). Affermazioni che lo misero in rotta di collisione con l'assessore regionale alla Sanità dell'Emilia-Romagna, Sergio Venturi, che denunciò lo stesso Pizza alla Federazione nazionale degli Ordini dei medici.

Che Pizza "dovrebbe dimettersi" lo dichiara anche Walter Ricciardi, presidente dell'Istituto superiore di sanità. In una lettera pubblicata online da Quotidiano Sanità, Ricciardi definisce "paradossale" l'intervento di Pizza. "È inammissibile- sostiene il numero uno dell'Iss- che colui che presiede un organo tenuto a vigilare sulla deontologia professionale, e perciò a maggior ragione sul rispetto delle norme di legge, inviti di fatto a disattendere il provvedimento sui vaccini, che già ha mostrato di tutelare la salute pubblica aumentando la percentuale di vaccinati nella popolazione, con l'obiettivo dell'immunità di gregge".

Secondo Ricciardi, "firmare la prefazione di un libro contro l'obbligo vaccinale, sostenendone le posizioni, significa invitare di fatto i medici a privilegiare un discrezionale metodo di convincimento, invece che rispettare le evidenze scientifiche, l'etica professionale e adempiere alle disposizioni di legge". Questo, continua il presidente dell'Iss, significa inoltre "mettere in discussione una misura di protezione diretta a contenere il rischio entro la soglia di sicurezza stabilita da standard scientifici internazionali, verso i quali del resto egli si dimostra critico". Per questo, affonda il colpo Ricciardi, "un presidente dell'Ordine dei medici che alimenta la convinzione diffusa che gli scienziati esprimano opinioni in luogo di evidenze dovrebbe dimettersi da una carica che rappresenta a pieno titolo la comunità scientifica e che è finalizzata a tutelare e non a mettere a rischio la salute pubblica".

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A chiedere il passo indietro al numero uno dei camici bianchi bolognesi è anche il medico vaccinista Roberto Burioni, che si accoda alla richiesta di dimissioni già sollevata dal presidente dell'Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi.

Nella sua prefazione, riferisce Burioni su Facebook, Pizza scrive che "già prima del provvedimento (legge Lorenzin, ndr), a non vaccinare i propri figli era una sparuta minoranza e le malattie più gravi contro cui ci si vaccina erano sparite nel nostro Paese". A queste affermazioni, Burioni replica così. "Gli comunichiamo che nel 2015 la sparuta minoranza che non vaccinava contro il morbillo ci portava ad avere una copertura contro il morbillo inferiore a quella del Ghana e pari a quella della Namibia- afferma il medico- tanto era sparito il morbillo che, a causa della bassa copertura vaccinale, abbiamo avuto una epidemia con migliaia di casi e sei morti. Questo mentre un paese come il Messico non ha casi autoctoni dal 1998". Dunque, attacca Burioni, "dobbiamo chiederci se un medico che fa simili affermazioni possa presiedere l'Ordine dei medici di una importante provincia italiana. Walter Ricciardi, presidente dell'Iss, ritiene di no e ne chiede le immediate dimissioni. Io mi associo". (San/ Dire)

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