Obbligo di vaccino ai nidi, il Tar rinvia ancora la sentenza

Questa mattina una trentina di genitori no-vax ha sfilato per via Indipendenza mettendo in scena una piccola via crucis. Il leader Rosso: 'Obbligo vaccinale? Come le leggi razziali'

Il Tar non sospende l'obbligo di vaccinazione nei nidi e rinvia ancora la decisione. Partirà dunque regolarmente l'anno educativo, con l'obbligo per le famiglie di vaccinare i loro bambini. Soddisfatto l'assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi. "Noi andiamo avanti così come stabilito, con grande determinazione, nell'interesse dell'intera collettività regionale, e in particolare dei piu' piccoli, soprattutto dei più deboli: tutti loro e ogni singola persona ha diritto a vedere tutelata la propria salute", si legge in una nota di viale Aldo Moro.

Di fronte al ricorso presentato da una trentina di famiglie e dal Codacons, contrari all'applicazione della legge regionale sull'obbligo dei vaccini per l'iscrizione ai nidi, il Tar ha deciso di non sospendere la norma, rinviando al prossimo 17 ottobre il pronunciamento dopo aver ricevuto dal ministero della Salute la relazione sulla divisione di competenze tra ministero stesso, Aifa, Istituto superiore di sanità e Regioni in ordine all'assenza in commercio del solo vaccino monodose antidifterico, relazione richiesta nella seduta del 5 aprile scorso.

Proprio nelle ore della decisione, una 'via crucis' ha fatto la spola tra piazza XX settembre e via Indipendenza. A guidare il corteo il consigliere comunale di Cesena Giorgio Gustavo Rosso, ex del Movimento 5 stelle ora appartenente al gruppo misto. Rosso è anche a capo dell'impresa editoriale cesenate Macro, che si occupa di alimentazione naturale, terapie alternative, self help psicologico, spiritualità, ecologia.

Due gli striscioni esibiti dai manifestanti: nel primo è disegnato un bambino che dice "Sono sano, perciò sono pericoloso", mentre sul secondo campeggia la scritta "La libertà non è un'opinione". E mentre uno dei genitori scandisce con insistenza gli slogan "Libertà e verita'".

Rosso afferma senza mezzi termini che il decreto del Governo "è incostituzionale, perché non era assolutamente urgente, come ha ammesso lo stesso premier Paolo Gentiloni, e perché impone qualcosa che non può essere imposto, vale a dire i vaccini". Quanto basta per far dire al consigliere comunale cesenate che il decreto ministeriale e la legge regionale sono "equivalenti alle leggi razziali".

 Al momento in Emilia-Romagna sarebbero "poche famiglie" ad aver rifiutato l'iscrizione al nido perché contrari all'obbligo vaccinale. Il dato però è ancora parziale. Per avere il quadro completo della situazione bisognerà aspettare fine luglio, quando la Regione farà il punto coi Comuni. A dirlo è l'assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi, questa mattina ai microfoni di Radio Città del Capo.

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