Sgombero in via della Cooperazione, Crash promette: 'Se necessario, continueremo a occupare'

Il collettivo cerca il dialogo con il Comune ma attacca: "Da Palazzo D'Accursio ampie concessioni urbanistiche al fondo Prelios, sponsor di Fico"

Se l'amministrazione comunale di Bologna "recepisce solo gli interessi della Prelios e dei fondi di speculazione immobiliare, andremo avanti nel nostro percorso, e se necessario continueremo ad occupare". Se invece "la giunta Merola, e il presidente del quartiere Navile, Daniele Ara, vorranno parlare ascolteremo, ma sempre con le idee chiare di chi vive l'autogestione non come un fine ma come un progetto piu' ampio di cosa vuol dire abitare un territorio".

Dopo essere stato sgomberato in concomitanza con Labas l'8 agosto dalla propria sede di via della Cooperazione, il collettivo Crash torna a far sentire la propria voce, chiedendo di dialogare con il Comune, e annunciando che, dal momento che "siamo stati silenziati dalla stampa e dal dibattito pubblico, abbiamo deciso di portare la cultura della periferia nelle zone di frontiera del centro città, con un'agenda serrata di eventi e iniziative".

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In una nota, il collettivo coglie l'occasione per attaccare la proprietà dell'edificio sgomberato, che "fino a quando non fu liberato dalla nostra iniziativa era abbandonato da anni", vale a dire "il fondo immobiliare Prelios spa (Intesa San Paolo, Unicredit, e Pirelli)", che a Bologna "è anche protagonista della grande opera inutile Fico", e che a detta degli attivisti "avrà, tramite il Piano operativo comunale, una ricca fetta di torta nella spartizione speculativa della città". Infatti, concludono da Crash, "sembra che nella struttura di via della Cooperazione, una volta attivati i fondi (magari tra 10 anni), dovranno essere impiantati studentati privati, negozi, e megamarket". (Dire)

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