Benedizioni a scuola, si può: "Purché fuori dell'orario didattico"

Alcuni genitori e insegnanti dell'Ic20 contestarono l'arrivo del prete in classe per la benedizione e fecero ricorso al Tar, che diede loro ragione. Ieri la sentenza d'appello ha in parte ribaltato il verdetto

Le benedizioni pasquali a scuola sono legittime, ma non in orario scolastico. Lo ha sancito il Consiglio di Stato, che a due anni di distanza si è così espresso sul caso dell'Istituto comprensivo 20 di Bologna, scoppiato tra febbraio e marzo 2015. Il secondo grado della giustizia amministrativa ha dunque respinto il ricorso presentato da un gruppo di insegnanti e genitori, sostenuti dal comitato Scuola e Costituzione, contro le benedizioni pasquali a scuola. A onor del vero, una richiesta di sospensiva era già stata accolta nel marzo scorso, ma si era trattato di un provvedimento in via cautelativa, non di una vera e propria sentenza

E proprio il comitato ora annuncia di essere pronto ad arrivare fino alla Corte europea dei diritti dell'uomo, per avere l'ultima parola sulla legittimità o meno di atti di culto svolti in ambito scolastico. La vicenda risale appunto a due anni fa, quando il consiglio d'istituto deliberò a maggioranza di permettere le benedizioni pasquali -fuori orario scolastico- nelle scuole dell'IC20, ovvero elementari Carducci e Fortuzzi e medie Rolandino, chieste dai parroci delle tre chiese del territorio.

Contro quella decisione si opposero il comitato e un gruppo di docenti e insegnanti, che presentarono ricorso d'urgenza al Tar con richiesta di sospensiva. Nel frattempo, pero', le benedizioni si svolsero comunque e così il tribunale amministrativo un anno dopo si espresse nel merito, annullando la delibera del consiglio d'Istituto e dichiarando illegittimi i riti religiosi nella scuola pubblica.

Nel febbraio 2016 il ministero dell'Istruzione decise di impugnare quella sentenza, appellandosi al Consiglio di Stato, che in udienza ha trattato la questione nel dicembre scorso. Si arriva cosi' alla sentenza emessa oggi, che dichiara legittime le benedizioni pasquali a scuola ma al di fuori dell'orario scolastico. Il comitato Scuola e Costituzione pero' non arretra. "Ci sembra che i luoghi di lavoro e di studio gestiti dallo Stato italiano debbano restare estranei a ogni iniziativa confessionale- sostiene- in nome del principio supremo della laicita' dello Stato".

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Inoltre, secondo il comitato, questa presa di posizione del Consiglio di Stato (che ha valenza nazionale), "rischia di far precipitare le scuole statali nella logica delle scuole private di tendenza, in contrasto con la Costituzione". Per questo, fa sapere il comitato, "intendiamo ricorrere contro la sentenza del Consiglio di Stato presso la Corte europea dei diritti dell'uomo". (Dire)
 

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