Unibo e collettivi, 13 studenti sanzionati: Hobo ritorna in via Filippo Re

Il collettivo ha rioccupato, proprio nel giorno in cui il Senato Accademico ha deliberato le sospensioni disciplinari per i disordini in zona U. Stamane operai e Polizia nello spazio

È durata un giorno la nuova occupazione, da parte del collettivo Hobo, dell'ex Community center di via Filippo Re a Bologna, dove l'Università intende aprire una struttura attrezzata per l'accesso dei disabili.

In un post sulla propria pagina Facebook, infatti, il collettivo pubblica alcune foto dei lavori in corso nella struttura, 'sorvegliati' da alcuni agenti di Polizia, scrivendo che "questo è lo stato del Community center stamattina: Polizia e lavoratori all'interno dello spazio", e aggiungendo che "il rettore Francesco Ubertini e la protettrice Elena Trombini ancora una volta rispondono in questo modo alla riapertura di un luogo per tutti e tutte".

Quanto accaduto in via Filippo Re offre dunque l'occasione a Hobo per lanciare un nuovo attacco all'Ateneo, la cui idea di "inclusività", secondo il collettivo, consiste nella presenza di "Digos e caschi blu all'interno dell'Università"

Per quanto riguarda l'allestimento degli spazi di via Filippo Re per studenti disabili è sì in ritardo. Ma a inizio ottobre sarà tutto pronto. Lo assicura Elena Trombini, prorettrice agli studenti dell'Alma Mater di Bologna, che nel pomeriggio ha incontrato il collettivo Hobo dopo l'occupazione dell'ex bar del campus. "Il collettivo dà informazioni non fondate- afferma Trombini, parlando alla 'Dire'- siamo in linea con la tabella di marcia. La fine dei lavori era prevista per metà settembre, ma slitterà di una decina di giorni perché abbiamo avuto un piccolo ritardo sulla fornitura degli arredi, dovuta alla pausa estiva".

In ogni caso, assicura la prorettrice, "a inizio ottobre saremo pronti: il calendario è stato rispettato". Lo spazio di via Filippo Re ospiterà il progetto 'Unibo4All' per studenti disabili e deve essere attrezzato, tra le altre cose, con "tecnologie assistive. Prima dell'estate abbiamo già inaugurato un primo spazio di questo tipo in via Zamboni 38", sottolinea Trombini. Prima dell'arrivo degli arredi, il futuro 'Laboratorio inclusivita'' in Filippo Re dovra' essere pulito e tinteggiato.

Per questo, spiega la prorettrice, "abbiamo invitato il collettivo a far sì che possano procedere i lavori, di cui erano già stati ampiamente informati. Mi auguro che prevalga il buonsenso".

No comment invece sulle 13 sanzioni disciplinari comminate ieri dal Senato accademico agli studenti coinvolti nei disordini alla biblioteca di Discipline umanistiche. Alcuni giovani sono stati puniti sia per lo smontaggio dei tornelli sia per la successiva occupazione, sottolineano da Palazzo Poggi, e in questo caso le sospensioni (di due o quattro mesi) si sommano.

In tutto erano 16 i procedimenti disciplinari in discussione ieri, ma alcuni sono stati rinviati per vizi di forma. "Questo dispositivo punitivo non ha nulla di legittimo- attacca il Cua su Facebook- è puramente arbitrario e somministrato senza alcun accertamento giuridico. Il Senato accademico prende queste decisioni su sollecitazione della Digos, in assenza di alcuna condanna giudiziaria".

Il collettivo segnala, tra le altre cose, che "il 36 ad oggi è chiuso, si dice per lavori che si concluderanno venerdì. Che sia per ottimizzare il funzionamento della biblioteca. Saranno totalmente considerati inaccettabili nuovi tornelli, muretti, porticine o stratagemmi vari", avverte il Cua.

Intanto, le forze di centrodestra a Bologna tornano a prendere di mira i collettivi. E mentre il civico Gian Marco De Biase di 'Insieme Bologna' invoca "tolleranza zero" da parte dell'Ateneo "per rispetto dell'Università stessa e delle migliaia di studenti degni di tale parola", la leghista Lucia Borgonzoni afferma: "Altro anno accademico, soliti collettivi. Se non fosse per i problemi che creano in città e agli studenti, ci sarebbe quasi da ridere. Dal Cua, passando per Labas e Crash, la nostra città è la dimostrazione di come il dialogo e le regole siano inconciliabili con certe realtà". Questa situazione, sostiene Borgonzoni, è dovuta "al lassismo che contraddistingue il Comune e troppo spesso anche l'Università, che in certe occasioni è solerte e dura mentre in altre rimangia e rinnega il percorso compiuto". (Dire)

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