Emergenza casa: contro sfratti e sgomberi Social Log torna in marcia dall'Ex Telecom

Manifestazione del collettivo che ha guidato l'occupazione di via Fioravanti. Al centro il tema dell'emergenza abitativa. L'appello: 'Stop sgomberi, moratoria degli sfratti subito e prima i poveri, perché le risorse pubbliche vengano destinate a chi davvero ne ha bisogno"

Circa un migliaio per manifestare contro gli sfratti e gli sgomberi. Così oggi pomeriggio il collettivo Social Log è tornato in piazza, dopo il maxi-sgombero di circa 280 persone.

"Torniamo in marcia partendo proprio dall’ex Telecom in via Fioravanti con un grande striscione rosso con scritto “Prima i poveri!”. Annuncia il colettivo, dopo aver invitato a raccolta la cittadinanza a manifestare per puntare l'attenzione sull'emergenza abitativa. La manifestazione odierna è stata decisa dopo una lunga e partecipata assemblea, riferiscono in una nota gli organizzatori. Si tratta di una nuova "marcia della periferia e della dignità, che riporti al centro il diritto all’abitare a partire dai bisogni e dalle esperienze di lotta di chi davvero ha vissuto e vive sulla propria pelle la così detta “emergenza abitativa” e ha trovato nell’autorganizzazione la vera soluzione per tornare a conquistare diritti e dignità".

Molti interventi di inquilini resistenti agli sfratti, di occupanti, sindacati di base e solidali hanno rilanciato le istanze del movimento di lotta: "Solidarietà a quanti sono stati sgomberati e blocco immediato degli sgomberi delle occupazioni abitative". Nelle occupazioni abitative il collettivo legge "la conquista del diritto alla casa, ma anche una straordinaria realtà di welfare indipendente e buone pratiche di mutuo soccorso a costo zero per la comunità. La qualità della vita per i bambini, le donne e gli uomini che vivono nelle occupazioni abitative è tornata ad aumentare tra gioia e serenità, coinvolgendo anche il territorio e la città in numerosi progetti di solidarietà".  

Sul piatto delle richieste la "moratoria degli sfratti subito per permettere a quanti si trovano nella condizione di “morosità incolpevole” di evitare il rischio di essere sbattuti fuori casa da ufficiale giudiziario e polizia".  Poi si chiede l'abolizione dell’articolo 5 del Piano Casa: " cancellerà l’infame articolo".

Infine l'appello: “Prima i poveri. Perché è il tempo che il primato del welfare e delle risorse pubbliche venga destinato a chi davvero ne ha bisogno, e che sempre ultimo non ha conosciuto che austerità micidiale e violenza repressiva".  

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