Alcool e movida, l'ordinanza antirumore riaccende lo scontro tra locali e residenti

Nervi tesi all'indomani della nuova disposizione di Palazzo D'Accursio sulla chiusura dei bar

Dopo la nuova ordinanza che da ieri sera anticipa la chiusura dei locali di via Petroni dall'una a mezzanotte, si riaccendono le polemiche. Entrambe le parti sono scontente, con la stessa motivazione ma con due interpretazioni diametralmente opposte.

Da una parte i locali della cosiddetta 'movida notturna', dall'altra i residenti che abitano sopra una delle strade più frequentate durante le ore notturne. Oggetto del contendere è proprio la limitazione alla sola via Petroni dell'ordinanza.

Il Bar Balanzone, gestito da Massimiliano 'Max' Bolelli, ogni martedì faceva una 'spaghettata di mezzanotte' ma proprio ieri la Polizia Municipale gli ha notificato l'ordinanza, recapitata agli altri commercianti della strada. "Niente spaghettata stasera, e non perché abbiamo finito gli spaghetti" tuona Bolelli con un video sui social. "Siamo veramente a livelli allucinanti, per combattere il degrado si chiudono le attività in una sola via, mentre lo spaccio e le birre abusive dilagano" si sfoga Max, imbufalito più che altro con la scelta di circoscrivere l'ordinanza a una solo strada della zona universitaria, peraltro già oggetto un analogo provvedimento dal 2012.

VIDEO | Il gestore del Bar Balanzone suona il silenzio militare in via Petroni

Stessa argomentazione, ma nel senso completamente opposto, da parte dei residenti di Assopetroni, che in sostanza vorrebbero che il provvedimento sia esteso addirittura a tutto il centro storico.

In una nota, infatti, ripotata dall'agenzia Dire, i rappresentanti dell'associazione scrivono che "ancora una volta si è preferito adottare misure parziali e di scarsa efficacia". La perplessità principale è legata al fatto che l'ordinanza "colpisce esclusivamente via Petroni e gli operatori economici che lì svolgono la loro attività". Il problema, scrivono dall'associazione, è che "la gravissima situazione della via deriva da una serie di cause che non possono essere assolutamente combattute con un simile provvedimento".

VIDEO| Via Petroni, movida in zona U. L'opinione di un oste e degli studenti

Infatti, osservano, "non è risolutivo far chiudere a mezzanotte i locali della strada mentre, girato l'angolo, si può tranquillamente continuare con musica e schiamazzi fino a notte fonda". Secondo l'associazione sarebbe invece necessario "un contenimento degli orari di apertura dei locali che non hanno i requisiti strutturali per svolgere la propria attività fino a notte fonda", affiancato da "un efficace e controllato sistema di deroghe che premi i locali virtuosi e penalizzi i comportamenti irrispettosi".

Infine, dopo aver riaffermato la convinzione che "si debba affrontare il problema in modo organico, con provvedimenti validi per tutto il centro storico, dove gli effetti disastrosi di un'incontrollata vita notturna stanno dilagando", l'associazione auspica che "l'amministrazione e le altre autorità competenti affrontino al più presto il problema con efficacia ed impegno".

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