Via Zanardi: morto con un coltello nel petto, scagionato il fratello

E' stato archiviato il procedimento a carico dell'uomo che scoprì il fratello morto. A darne notizia l'avvocato difensore Filippo Berselli

E' stato archiviato il procedimento a carico di C.G, 80 anni, che scoprì il fratello morto sul proprio letto con un coltello conficcato nel petto. 

A darne notizia Filippo Berselli, avvocato difensore dell'uomo che aveva telefonato al 113 intorno alle 21 del 2 gennaio 2014 riferendo di essere entrato come faceva quasi tutti i giorni nell'appartamento in via Zanardi per portare la spesa, acquistata al supermercato Esselunga di via Emilia Ponente, ma dopo averla riposta in frigo la tragica scoperta: suo fratello era supino sul letto, con un coltello da cucina quasi all'altezza del cuore.

Credendo che fosse ancora vivo, aveva istintivamente aveva estratto l'arma, imprimendo le proprie impronte digitali, e pulito il sangue dal pavimento. "A seguito di laboriose indagini e di accertamenti tecnici" -scrive Berselli in una nota -"la Procura si è convinta che non si trattò di omicidio, bensì di suicidio", così il GIP ha accolto la richiesta di archiviazione. 

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A suo tempo era stato aperto un fascicolo contro ignoti per istigazione al suicidio, ipotesi tecnica per fare accertamenti: la casa era apparentemente in ordine e l'uomo riferì di aver trovato la porta d'ingresso e le due casseforti presenti in casa regolarmente chiuse. Il deceduto, L.G., allora 81enne, nato a Bologna, era pensionato e viveva solo. "Non ci sono per il momento spiegazioni diverse da quella dell'intervenuto suicidio", aveva detto il procuratore aggiunto Valter Giovannini, e le indagini vennero affidate alla Squadra Mobile, coordinata dal pm Augusto Borghini.
"A distanza di due anni dal luttuoso episodio è stato finalmente scagionato da un reato veramente terribile, quale l'omicidio del fratello", conclude Berselli. 

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