Vigile immortala le azioni su Facebook: "Sgomberiamo qualche zingarello", si scatena la polemica

Un agente della polizia municipale documenta i suoi interventi su Facebook seguiti da commenti degli "amici" di social. La denuncia del quotidiano Zic

La denuncia parte da Zic, il quotidiano online autogestito, che scopre come Giovanni T., agente di Polizia Municipale, documenti le proprie azioni di pronto intervento sul profilo Facebook. Dopo l'eco della stampa arrivano le prime reazioni: il prefetto Angelo Tranfaglia e l'assessore Matteo Lepore.

Immagini e opinioni, come quando, il 26 marzo, si vede una foto di un intervento di polizia in un campo rom, commentato in questo modo: “Oggi dobbiamo sgomberare giusto qualche zingarello”. Segue “amico” di social che pubblica la traduzione dal dialetto di “Dovrebbero esplodere in un solo colpo”, approvato con un "mi piace" dello stesso Giovanni. Ma non è finita: Puzzano e rubano, ana fa una botta”. L'obiezione di un secondo “amico” trova la pronta replica del vigile: “Ospitali tu”.
E ancora, il 27 marzo, è la volta di un tour notturno. Nella foto un'auto della Polizia municipale che entra col muso nel portico dove sono coricati i senza fissa dimora, corredata da un'eloquente didascalia: Gli zingari dormono e noi al lavoro. Ma tra poco non dormiranno neanche loro…”.

MATTEO LEPORE: PROVVEDIMENTI ADEGUATI. "Sono frasi non degne della divisa né di questa città, per le quali non c'é alcun tipo di giustificazione. Si stanno facendo approfondimenti e si prenderanno provvedimenti adeguati". Lo annuncia Matteo Lepore, coordinatore di giunta, riguardo al caso del vigile urbano che ha pubblicato su Facebook alcune frasi offensive.

IL COMMENTO DEL PREFETTO. Il prefetto di Bologna Angelo Tranfaglia ha definito "inqualificabile", se vero, il caso di un vigile urbano che su Facebook ha pubblicato foto di interventi in divisa, accompagnati da commenti: "Oggi dobbiamo giusto sgomberare qualche zingarello", ad esempio, riferito ad uno sgombero di un campo nomadi. La vicenda è stata segnalata dal sito Zic (Zero in condotta) che ha accusato l'agente di razzismo e ripresa dalla stampa locale. "Quello che ho letto - ha detto Tranfaglia, a margine di una conferenza stampa - mi ha lasciato interdetto. Se risponde al vero non esito a definirlo inqualificabile".

NON AIUTA IL CITTADINO AD AVERE FIDUCIA NELLE FORZEDELL'ORDINE. E' un fatto, ha aggiunto, "che rattrista molto e non contribuisce ad aiutare il cittadino ad avere fiducia nelle forze dell'ordine, che è un elemento fondamentale. Mi auguro che la realtà non sia nei termini in cui è stata descritta". Sempre sul profilo facebook dell'agente, aperto con un cognome inventato, erano state pubblicate anche foto di clochard che dormono. "Gli zingari dormono e noi al lavoro. Ma tra un po' non dormiranno neanche loro", le parole del vigile. Spazio pure ad una foto che con un collega lo ritrae "impegnato in controlli notturni" negli "incontri di terzo tipo", quando sembra in posa, con dei trans.

"Fino a pochi anni fa, a Bologna, i vigili comunali venivano chiamati ufficialmente vigili urbani, una denominazione che traeva origine da uno dei primi regolamenti dei sorveglianti municipali” è il commento di Zic "era il mese di luglio del 1867, il Consiglio comunale discusse e approvò la sostanziale smilitarizzazione del corpo dei vigili. Tra le altre cose, all’articolo 38, si raccomandava ai sorveglianti municipali di usare nei loro interventi urbanità dei modi verso tutte le persone indistintamente”.

"SPACCAMI LA FACCIA". Già il 25 marzo, Zic aveva raccontato la provocazione, sempre di un Vigile urbano, che ammanettato un ragazzo in via Irnerio, si avvicinava a pochi centimetri dalla sua faccia e lo provoca più volte: “Avanti, spaccami la faccia”.

Due agenti della Polizia municipale sarebbero intervenuti nei confronti di una coppia, un ragazzo e una ragazza, che stazionava sotto il portico con alcuni cani. Ne è nata una colluttazione, e il ragazzo, una volta ammanettato, minacciava gli agenti, dicendo “Ti ammazzo”. Uno dei due agenti: “Continua a minacciare, tanto ti sto registrando, continua”. Il ragazzo: “Ti spacco la faccia”, ma l'agente si avvicina e a voce più bassa gli dice: “Avanti, spaccami la faccia. Dai spaccami la faccia, spaccami la faccia”. Una delle persone che stava assistendo alla scena sarebbe intervenuta dissuadendolo a continuare la provocazione.

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