Violentate in auto, con il complice nel bagagliaio: torna in carcere, 10 anni dopo

Sbarcato con un volo dal Marocco è stato identificato dai poliziotti della Polaria: doveva ancora scontare cinque anni e otto mesi

La sua identità era confermata: era lui il ricercato. Il 32enne M.A. è stato arrestato l'altro giorno all'aeroporto Marconi di Bologna, perché condannato -con sentenza definitiva- per stupro di gruppo ai danni di due prostitute. L'uomo è stato bloccato dalla Polaria all'uscita del terminal arrivi, dopo un controllo approfondito sul suo passaporto.

I fatti risalgono al dicembre 2008 ma l'uomo, cittadino marocchino, fu espluso nel 2011, a procedimento ancora in corso, dopo aver scontato 9 mesi di reclusione in custodia cautelare.

Nel frattempo però era arrivata la sentenza definitiva. E così quando il 32enne ha fatto ritorno nel bolognese con un visto turistico, per andare a trovare la madre residente in città da tempo, per lui sono scattate le manette.

Al momento dell'arresto, l'uomo è stato trovato anche in possesso di alcune lamette nel portafoglio, fatto per il quale è stato denunciato. Provvidenziale è stato il controllo passaporti e l'intuito degli agenti della Polaria, guidati dalla dirigente Silvia Fenu, che hanno notato segni di malcelato nervosismo del soggetto.

Lo stupro in auto, con il complice

La vicenda per la quale il 32enne ora è in carcere -con un residuo di pena da scontare di cinque anni e otto mesi- risale al dicembre 2008, quasi dieci anni fa. L'uomo, in compagnia di un complice, fu arrestato dopo che una prostituta, cittadina romena classe 1987, lo denunciò, dichiarando di averla picchiata e violentata in auto assieme a un altro, dopo aver concordato una prestazione. 

Fermata l'auto sulla quale viaggiavano entrambi, l'ora 32enne uscì dal mezzo e andò ad aprire il bagagliaiio, dentro il quale si celava il complice, un cittadino ghanese all'epoca 18enne, per poi consumare lo stupro ai danni dell'allora prostituta 19enne, in via Azzo Gardino, a Bologna. Modalità identiche per la violenza sessuale consumata il giorno prima a Crespellano: vittima in quell'occasione fu una donna nata in Albania nel 1981, anche lei prostituta. 

I due furono poi arrestati, ma mentre il complice espiò la pena, il cittadino marocchino fu rimpatriato, fino all'epilogo dello scorso 29 novembre, in aeroporto.

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