XM24 copre murales come Blu: "Non vi farete belli della nostra storia"

Il Centro sociale sotto sgombero cancella proprio le opere di street art che la Soprintendenza voleva preservare. "Non consegneremo al Comune un monumento svuotato dal suo contenuto politico e di lotta, non ci saranno turisti a farsi selfie"

Foto XM24

Rulli e vernice, ancora una volta, sulla facciata di XM24. Come fece Blu a marzo 2016 con il suo murale Occupy Mordor, opera che gli attivisti della bolognina definiscono una vera e propria "barricata artistica" contro la speculazione. Dunque, oggi come allora, l'XM24 non ci sta. Se e quando lo sgombero ci sarà, i murales - che la Soprintendenza ha chiesto di preservare - non ci saranno più. 

"Non consegneremo al Comune un monumento svuotato dal suo contenuto politico e di lotta - scrivono gli attivisti - Non ci saranno turisti e passanti che si faranno selfie di fronte al fascio spezzato, ai partigiani dipinti, al ritratto del nostro compagno Francesco Lorusso, e al cane, al topo e al piccione di XM24, e un Lepore o chi per lui a raccontare in modo addomesticato la storia dello Spazio Autogestito che oggi vogliono sgomberare".

"Da un lato volete sgomberarci - continuano - dall’altro volete rinchiuderci in una teca. Non vi farete belli della nostra storia, della nostra passione, del nostro presente. Non vi daremo la possibilità di provarci".

Murales

"Ci risiamo - si legge sul sito di XM24 - ancora una volta si torna a parlare dei muri di XM24, come fossero cosa diversa dalla comunità che lo abita. Lo strumentale progetto di cohousing presentato dal Comune prevede infatti, su indicazione della Sovrintendenza, «la conservazione delle facciate Nord ed Est senza alterazione delle aperture e mantenimento delle pitture murali esistenti quali espressione di Street Art»".

"C’è però una realtà evidente: quei pezzi esistono perché esiste una comunità che li ha fortemente desiderati, voluti, che ne ha scelto i soggetti, il linguaggio, la forma, il contenuto. In un rapporto di scambio continuo fra artiste e artisti chiamati a dipingere e XM24, stretti in modo inscindibile. Non si può separare un’opera di arte urbana dalla comunità che abita quella porzione di città su cui essa insiste e per cui esiste, senza snaturarla del tutto, e renderla un tristissimo fantoccio vuoto".

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