Lotta senza fine vs il caro-mensa all'università: nuovi scontri con la polizia in piazza Puntoni

Striscioni, cori, lanci di uova, scontri violenti tra collettivi universitari e agenti. La scena si ripete, per la quarta volta in 2 settimane, lungo via Zamboni. Poi da qui passa in via Irnerio: fumogeni tra le auto, traffico bloccato

Ancora i collettivi universitari in corteo e la polizia in assetto antisommossa su via Zamboni. Ancora striscioni e cori contro il caro pasti all'Alma Mater e quegli slogan che ritornano contro il Governo Renzi e gli agenti.

La scena si ripete, per la quarta volta nel giro di due settimane, in piazza Puntoni, dove gli studenti sono giunti in corteo nuovamente, verso l'ora di pranzo, per radunarsi davanti al refettorio di piazza Puntoni per tornare a ribadire che "vogliamo mangiare ad un prezzo dignitoso! Riprendiamoci la mensa! Fuori le guardie da Via Zamboni!". Così urlano dal megafono gli attivisti dei collettivi.

E dopo poco la situazione si è inasprita. Nuovi scontri tra manifestanti e polizia si stanno consumando davanti alla mensa (IL VIDEO DEI VIOLENTI SCONTRI). Nella calca sono caduti a terra diversi poliziotti e studenti. Alcuni attivisti sono  stati trattenuti dalle forze dell'ordine. Tra le "cariche" sono volati anche coperchi e uova.

Passata circa un'ora a fronteggiarsi, agenti e polizia si sono spinti su via Irnerio. Qui i manifestanti si sono riversati in strada, lanciando fumogeni  (uno è anche finito sotto un'auto) e bloccando il traffico (GUARDA IL VIDEO). La tensione alle ore 14 nella zona è alta. I collettivi non accennano a battere la ritirata, gli agenti continuano a marcarli stretto.
Da qui, il serpentone si è poi diretto nuovamente verso la zona universitaria, fino a raggiungere piazza Scaravilli.

Alla base della mobilitazione, partita lo scorso 25 ottobre (e sfociata anche allora in duri tafferugli - GUARDA IL VIDEO) la spesa troppo cara - secondo gli studenti - alla mensa universitaria. Dal canto suo, il gestore della mensa Unibo, già dopo le prime proteste aveva fatto sapere che non sarebbe  sceso a compromessi con gli studenti . "L'anno scorso - aveva raccontato un dirigente Elior - abbiamo perso una bella fetta di incasso, lo stesso la settimana scorsa, quando non siamo stati noi a chiudere la mensa, ma loro hanno sbarrato l'ingresso"  e a seguito delle iniziative di autoriduzione, Elior ha dovuto  dovuto buttare del cibo.

Attendere un istante: stiamo caricando il video...
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L'Alma Mater sul tema era intervenuta attraverso le parole della prorettrice, Elena Trombini, che aveva parlato di un dialogo "ormai interrotto" con gli studenti, dopo le violente proteste messe in atto. Trombini, infatti, sottolineava che il "dialogo nel rispetto degli altri e delle regole sociali sia l’unico strumento di confronto democratico e di convivenza civile".
 

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