Fenomeno Airbnb, l'assessore Conte all'evento degli host: "Non un nemico, ma un collaboratore"

A Bologna e in contemporanea in altre 99 città italiane il primo evento nazionale sull'ospitalità in casa "100 case 100 idee" organizzato dalla community di host e ospitato dal Comune

Affitti turistici, ospitalità in casa, house-sharing: tutti termini che riconducono alla piattaforma Airbnb, ultimamente demonizzata da alcuni e considerata almeno in parte responsabile della difficoltà nel trovare appartamenti in affitto in città. Il portale ideato da Brian Chesky, Joe Gebbia e Nathan Blecharczyk (in USA nel 2007) ha organizzato in 100 città italiane inclusa Bologna una giornata di confronto per fare incontrare host, guest, istituzioni e associazioni e fare anche un po' di chiarezza sui vari argomenti correlati a questo nuovo fenomeno, dalla tassa di soggiorno ai cambiamenti che potrebbero esserci a livello locale nella sua gestione (il sindaco Virginio Merola ha detto che non ci sarà un aumento della tassa di soggiorno ma che potrebbe attuare il decreto Unesco limitando gli alloggi turistici brevi in centro storico). 

Ore dieci di sabato mattina, Palazzo d'Accursio, Cappella Farnese: sei gruppi disposti in cerchio e composti da una dozzina di persone ciscuno con un "coordinatore" assegnato per fare poi da portavoce: al centro le esperienze, commenti, idee e riflessioni su quali provvedimenti dovrebbe assumere il Governo per rendere l'ospitalità in casa più responsabile e sostenibile. Sono il popolo degli host, appunto, radunato in un evento che si svolge in contemporanea in altre 99 città con collegamenti in straming e al quale ha partecipato anche l'assessore Davide Conte

"Sia chiaro a tutti che Airbnb non è il nemico che specula - ha detto l'assessore comunale al Bilancio - ma anzi, un interlocutore serio e un grande collaboratore fiscale che incrementa e valorizza le risorse della città. Ci ha consentito di rispondere in modo elastico all'inattesa e consistente richiesta da parte dei tanti turisti attratti da Bologna da un certo momento in poi e al contempo si è organizzato per raccogliere e versarci la tassa di soggiorno in percentuale. Ma le piattaforme sono diverse e non tutte sono così trasparenti. Con il cambio di regolamento sull’Imposta di Soggiorno comunque abbiamo fatto scuola: l'obiettivo adesso è superare la logica del conflitto ed entrare in quella del dialogo propositivo". 

Presente anche l'associazione Local Pal Bologna, che raccoglie un gruppo di proprietari bolognesi particolarmente attivi, autori fra l'altro di un decalogo che va dalla lotta all'evasione alla semplificazione: "In questi tre anni Local Pal Bologna è stata una community all’avanguardia, ed è fondamentale continuare così: con voglia di parlarsi e di crescere per essere ascoltati”, ha detto Michele Bazzi, fondatore dell’associazione locale e per due anni presidente del network nazionale "Host + Host". 

I proprietari bolognesi dicono infatti di avere a cuore la genuinità della proposta turistica della loro città, ma temono un esplosione del nero: “Non riteniamo accettabile che possa essere limitato il diritto di proprietà dei piccoli proprietari, anche perché i numeri dicono chiaramente che il fenomeno non è fuori controllo. Vietare aperture in regola, senza possibilità di controllare i portali, significa accettare un rischio enorme di evasione”, sono le parole di Letizia Campo di Costa, presidente di Local Pal, che riporta il risultato del dialogo della mattinata".

Il gruppo di host fuori dalla Cappella Farnese 

Foto di gruppo-4

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