Airbnb e tassa di soggiorno, si cambia: incasso spetterà al portale

Illustrati i piani di Palazzo D'accursio in Commissione: sarà lo stesso portale a raccogliere la cifra per conto degli host. Tariffazione a percentuale e non più a fasce di prezzo. Lepore: 'Non è una nuova tassa'

Il Comune di Bologna prende di petto il nodo della tassa di soggiorno e dei portali, Airbnb in cima a tutti, che riscuotono compensi ponendosi come intermediari nell'affitto di camere e appartamenti privati da parte dei proprietari: con una modifica al regolamento sull'imposta, infatti, l'amministrazione intende obbligare le realta' dell'home sharing a prevedere il pagamento della tassa direttamente sui siti web.

La novità, che recepisce la nuova normativa nazionale sul settore, è stata illustrata oggi in commissione dall'assessore alla Promozione turistica, Matteo Lepore, che porterà la delibera in Consiglio lunedì: l'obiettivo è che il nuovo sistema possa essere utilizzato già da agosto. Tra questa modifica e un'ulteriore modifica riguardante la riscossione dell'imposta, l'amministrazione stima un aumento "molto prudente" degli introiti pari a 300.000 euro a partire dal 2018.

"Non è una nuova tassa ma una nuova modalità per applicare una tassa già esistente", mette in chiaro Lepore, che si è resa necessaria alla luce di come il fenomeno è "esploso" anche sotto le Due torri. Grazie all'analisi di una società indipendente, il Comune ha rilevato che negli ultimi due anni c'è stato un aumento del 160% degli host che pubblicano i propri annunci su Airbnb a fronte, però, di quasi un dimezzamento nel pagamento della tassa di soggiorno: "Questo significa o che il turismo sta calando in città o che molte persone in buona fede stanno pagando le tasse che devono allo Stato ma non stanno riscuotendo la tassa di soggiorno". Del resto, sottolinea Lepore, non si tratta di persone che fanno attività ricettiva come professione.

Airbnb e altre piattaforme di home sharing a parte, per la tassa di soggiorno applicata dal Comune di Bologna si prospetta una piccola rivoluzione che potrebbe interessare tutte le strutture ricettive: il passaggio dalla tariffazione determinata per fasce a quella individuata applicando una percentuale aggiuntiva al prezzo delle camere.

Si tratta di una modifica dal carattere "sperimentale", spiega Lepore, perché alla luce dei risultati "decideremo se portare tutto sulle fasce o tutto sulla percentuale e siamo orientati verso la percentuale", anticipa l'assessore. Del resto, gli uffici comunali avrebbero optato per la percentuale fin dall'introduzione della tassa di soggiorno, ma poi questa modalità era stata scartata temendo eventuali difficoltà nelle operazioni di calcolo dell'imposta: criticità che oggi appare ridimensionata, perché "ormai i soggetti che fanno il calcolo manualmente sono residuali", fa notare il dirigente del settore Entrate, Mauro Cammarata. (Dire)

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