Alstom Bologna: riorganizzazione aziendale, 22 lavoratori a rischio

C'è preoccupazione per il sito produttivo di Bologna. Nella riunione del Coordinamento a Milano "sono stati dichiarati 22 esuberi nell'area manufactoring e il trasferimento di altri 11 unità a Sesto San Giovanni

C'è preoccupazione per il sito produttivo di Bologna di Alstom, l'azienda che opera nel settore della costruzione di treni e infrastrutture ferroviari. Nella riunione del Coordinamento Alstom a Milano "sono stati dichiarati 22 esuberi nell'area manufactoring e il trasferimento di altri 11 unità a Sesto San Giovanni che nella riorganizzazione è comunque previsto diventino esuberi poichè l'attività verrà esternalizzata in un secondo momento" riferisce Roberta Castronuovo della Fim Cisl Area metropolitana bolognese

"Temiamo inoltre - dichiara Alessandro Giardini delegato Alstom Fim Cisl dal tavolo di trattativa- che l'integrazione del sito di Firenze con quello di Bologna, riorganizzazione ancora non ben definita possa avere ulteriori sviluppi anche sugli organici del sito bolognese. Così come siamo seriamente preoccupati del calo degli ordini che si potrebbero verificare dalla diminuzione delle commesse".

La discussione proseguirà nei prossimi mesi al tavolo del Coordinamento nazionale ma nei prossimi giorni la Fim Cisl sarà impegnata nelle assemblee con i lavoratori per illustrare la situazione ed organizzare le eventuali forme di protesta da mettere in campo. 

Sul caso è intervenuto anche l'assessore regionale ai Trasporto Raffaele Donini: “Ho appreso con grande preoccupazione le notizie relative allo stabilimento Alstom di Bologna dopo l’incontro di oggi a Milano, in cui l’azienda ha annunciato ai sindacati un piano di riorganizzazione a livello nazionale. Ci tengo però a fare una precisazione, in merito a quanto è stato detto: il bando non è della Regione ma di Trenitalia, che fornirà treni nuovi in Emilia-Romagna sulla base della gara del ferro”.

Donini aggiunge che “siamo la prima Regione che, attraverso questa gara, fa muovere in modo significativo il comparto. Ovviamente non abbiamo la possibilità di sceglierci il fornitore, anche perché, appunto, stiamo parlando di una gara di evidenza pubblica. Auspichiamo però che il settore ferroviario possa riprendere anche in virtù dei nostri investimenti e speriamo che, dentro questa ripresa, ci sia l’opportunità anche per le aziende che producono in Italia di incrementare la produzione e il lavoro”.

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Già nel maggio 2011, i lavoratori del gruppo Alstom in tutta Europa e le organizzazioni sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil e Emf avevano indetto una giornata di mobilitazione nei siti del gruppo, per chiedere una strategia di rilancio e di sviluppo per contrastare i tagli dei posti di lavoro, a causa di un calo di ordini da parte degli operatori italiani che non era compensato da commesse all’estero.

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