Alstom conferma, ma 'congela' i 22 esuberi a Bologna

I sindacati hanno chiesto e ottenuto che l'azienda bloccasse l''operazione, in attesa di un chiarimento sul piano industriale. Prossimo incontro il 24 aprile

Confermati i 22 esuberi e gli 11 trasferimenti annunciati dalla Alstom sullo stabilimento di Bologna, ma i sindacati hanno chiesto e ottenuto che l'azienda bloccasse l'operazione, in attesa di un chiarimento sul piano industriale.

Il prossimo incontro tra la Alstom e i sindacati il 24 maggio, quando l'azienda dovrebbe presentare anche uno studio sulla fusione tra i siti produttivi di Bologna e Firenze. La questione sta a cuore anche al Ministero del Lavoro che sarebbe pronto a valutare alcuni strumenti per risolvere il problema degli esuberi "mettendo in campo tutti gli strumenti previsti dalla normativa per la salvaguardia dei livelli occupazionali". A garantirlo, in commissione alla Camera, la sottosegretaria Franca Biondelli rispondendo all''interrogazione di Matteo Dall''Osso (M5S) sugli annunciati 22 esuberi e 11 trasferimenti dalla sede bolognese a Sesto San Giovanni.

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"Finchè non c'è un piano industriale chiaro su tutti i siti italiani - spiega Alessandro Giardini della Fim-Cisl di Bologna - abbiamo chiesto e ottenuto che l'azienda blocchi tutte le operazioni, i numeri e la riorganizzazione possono cambiare a seconda dell'esito della gara" bandita da Trenitalia per la realizzazione di 500 nuovi treni per il trasporto regionale. "A inizio aprile sono state presentate le buste con le offerte - spiega il sindacalista - e ora Alstom è in attesa dei risultati". Le buste dovrebbero essere aperte a fine giugno e in base all'esito della gara "gli impatti potrebbero essere migliori o peggiori" del previsto sull'occupazione. Nei mesi scorsi, l'azienda ha sottolineato il rischio di perdere 1.500 posti di lavoro sui 2.700 dipendenti a livello nazionale nel caso fallisse l'obiettivo di aggiudicarsi la gara dei treni. 

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