Giovani vs Crisi. Atenei in rivolta: “Siamo noi la nuova generazione politica”

Studenti e attivisti da mezzo mondo alla tappa bolognese della Conferenza 'Movimenti contro la Crisi'. Ognuno con la storia del suo Paese 'per dar vita a una rete di collettivi e far sì che qualcosa cambi'

Momenti dalla conferenza

L’aula 3 facoltà della Facoltà di Lettere e Filosofia in via Zamboni 38 ha ospitato ieri sera la Conferenza Internazionale dei movimenti contro la crisi.
'Atenei in rivolta', 'Indignati', '99%', 'Draghi Ribelli' o devoti a 'Santa Insolvenza', varie le sigle che caratterizzano i movimenti, perlopiù giovanili, che insorgono contro il sistema finanziario che ha provocato la crisi globale e il debito a danno del welfare.

Per parlare di crollo delle economie e cercare di mutare il sistema globale capitalistico, il collettivo studentesco dell’università di Bologna 'Atenei in Rivolta' ha invitato e ascoltato le esperienze dei militanti del movimento greco, spagnolo e statunitense.
E’ Graziano, attivista del collettivo bolognese, ad aprire la conferenza: “Dopo tre anni di crisi, è forte l’insorgenza di movimenti sociali che partono dal nord Africa, dalle piazze spagnole, greche fino a Wall Street. Siamo la nuova generazione politica e reclamiamo sia la democrazia diretta che forme di partecipazione critica nei confronti di alcuni meccanismi del capitalismo e della finanza”.
Joseba Fernandez Gonzales, dottorando di Bilbao, ha ricordato la Spagna, culla degli Indignados, prima modello di sviluppo economico, poi paese in emergenza sociale, nonostante il governo Zapatero, leader del riformismo senza riforme, che ha consegnato il paese alla destra.
Per Dimitrios Cheilaris, attivista del movimento greco, la Grecia è stata usata come “laboratorio di sperimentazione per un’austerità senza risultati”, visto che il debito greco ammonta oggi al 150% del PIL contro il 120% di qualche anno fa. “Un paese al disastro che per evitare la bancarotta finanziaria ha optato per la bancarotta sociale”.
Se in Spagna sono nati gli Indignados, negli Stati Uniti capitalismo finanziario e crisi economica. L’intervento di Errin Schell, studentessa al New College di New York e attivista di Occupy Wall Street, parte dalle aspettative del Governo Obama fino alla crisi della politica in cui i due maggiori partiti vengono visti come uno solo.
Organizzatissimi gli studenti dell’Alma Mater che hanno tradotto “in proprio” gli interventi, proiettato un loro video e trasmesso l’incontro in streaming e su twitter, sotto la supervisione di Delia, la quale ha raccontato: “L’incontro è un’occasione per ascoltare le esperienze estere e dar vita a una rete di collettivi per far sì che qualcosa cambi, visto lo stato attuale. Fa bene ascoltarle dal vivo!”  
 

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