Castel Maggiore, Gea in vendita: scattano 8 ore di sciopero

Cessione del ramo 'oil and gas' della Gea Refrigeration che occupa circa metà dei 180 dipendenti

"Non è più core business": è così che la multinazionale tedesca Gea ha ufficializzato la vendita, venerdì scorso al tavolo in Città metropolitana, di Gea Refrigeration Italy, azienda di Castel Maggiore in provincia di Bologna.

O meglio, la cessione del ramo 'oil and gas' della Gea Refrigeration che occupa circa metà dei 180 dipendenti. Racconta Marco Colli, della Fiom-Cgil: "Hanno detto proprio così: non è più core business della multinazionale tedesca e quindi via, la vendiamo. Arriverderci, è stato bello.

E senza dare però rassicurazioni sul ramo alimentare" che non viene messo sul mercato. In un colpo solo due cattive notizie, insomma. Che oggi il sindacato rende note dopo il passaggio in assemblea con i lavoratori.

Venerdì scorso "la direzione aziendale, contro il parere delle organizzazioni sindacali, ha ufficializzato la vendita. A fronte di tale decisione, che lascia le maestranze nella più' assoluta incertezza, i lavoratori riuniti oggi in assemblea, nel ribadire la propria netta contrarietà alla vendita, hanno contestualmente proclamato un ulteriore pacchetto di otto ore di sciopero", specifica una nota di Fiom ed Rsu.

Le prime quattro ore di sciopero sono in programma martedì 10 luglio, in occasione della riunione del tavolo di crisi, con un presidio sotto la sede della Città metropolitana. Si allunga dunque la striscia degli scioperi: alla Gea erano già state fatte otto ore di sciopero e ora si raddoppia cercando di far cambiare idea alla multinazionale tedesca; peraltro la preoccupazione non riguarda solo l''oil and gas', ma anche la divisione 'food' che dovrebbe restare, ma in uno stabilimento che non è di proprietà e con un'altra sede che fa le stesse cose a Parma.

In sostanza, si teme che dopo la cessione si prospetti anche un superamento e trasferimento del ramo alimentare. Spiega ancora Colli, parlando alla 'Dire': "Abbiamo chiesto informazioni anche sul ramo 'food', sul fatto che resti a Castel Maggiore, ci hanno detto che possono rassicurare ma non di dare certezze. Ecco le famiglie vorrebbero certezze". Tuttavia, avvisa il sindacalista della Fiom, la Gea di Castel Maggiore rappresenta anche un campanello d'allarme: "Qui stiamo rischiando di perdere una produzione di questo territorio.

L''oil and gas' si fa a Bologna e a Ravenna e rischiamo di perderlo come è successo per l'ascensoristica e la componentistica delle moto. Mica possiamo pensare di andare avanti solo con Ima, Gd, Lamborghini e Ducati... Dobbiamo difendere una eccellenza e una caratteristica produttiva del nostro territorio che è anche sbocco per la Facoltà di Ingegneria", avverte Colli. (Mac/ Dire)

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