Impresa e giovani, il coraggio di puntare sulla cultura: Caterina Praderio

Per la serie 'capitani (giovani e) coraggiosi' ecco una trentenne bolognese che ha deciso di puntare sulla cultura e sul potere dell'arte e del teatro come strumento per fare squadra in azienda

Scommettere sulla forza dell'arte in un'ottica inedita e dare vita a un progetto che parte dal teatro, ma che approda alle aziende: questo è ciò a cui sta lavorando Caterina Praderio, una giovane bolognese che ha deciso di intraprendere una strada tutt'altro che semplice, diventare imprenditrice nel settore della cultura e in particolare del teatro: "Portare l'arte laddove sembra che non serva: questo è il mio obiettivo". 

Diventare imprenditrice così giovane, a Bologna e proprio nel settore cultura: c'è chi ti darebbe della pazza...
Infatti me lo dico da sola che sono una pazza, anche se poi abbino cultura e “scienza”. Ma non posso fare a meno di farlo, sono praticamente nata in teatro, so fare questo, ma ho anche tanti studi scientifici alle spalle e una famiglia di ingegneri e biologi, per cui mi è venuto naturale unire arte e razionalità. Il mio scopo è quello di portare l'arte anche dove sembra che non serva, per esempio nelle aziende, dove un evento organizzato ad hoc può far cambiare prospettiva ad un team di lavoro, può aiutare a fare gruppo, a lavorare meglio. Oppure al contrario, portare razionalità dove serve, gestire un gruppo di artisti, organizzare e dare linee guida ad un team di persone per ottimizzare il lavoro, pubblicizzare in maniera strategica un evento artistico. A mio avviso non si può fare una distinzione così netta tra scienza, arte e cultura, le une senza le altre esistono ma sono incomplete. Quindi se parliamo di cultura non ci dobbiamo spaventare, perché senza la cultura, la scienza è incompleta.

Ci parli del progetto Arthea? Come nasce, per volontà di chi, con quali investimenti/ finanziamenti?
Arthea nasce dalla mia volontà di riunire sotto uno stesso marchio(brand) le varie esperienze maturate durante i miei anni lavorativi, partendo dalle origini, i miei studi artistici e la mia carriera da attrice di musical fino ad arrivare alla regia, all'organizzazione di eventi, alla mia esperienza come studentessa ad ingegneria e non ultimo, un master sul web marketing che mi ha permesso di ampliare le mie conoscenze in un settore che sta acquistando sempre più importanza e che ogni "azienda" dovrebbe avere studiare. Per questo mi sono organizzata assieme ad altri professionisti per fornire ai nostri clienti (privati come aziende), consulenze sull'organizzazione di un evento dalla a alla z, dall'ideazione, alla regia, dal supporto tecnico audio e video, ai permessi dovuti, fino alla comunicazione: ufficio stampa, social media marketing, digital pr. Perché un evento oltre ad essere organizzato alla perfezione deve essere anche "comunicato" al pubblico(divulgato) nella giusta maniera. L'investimento primario è stato il mio, sono la titolare ed ideatrice del progetto quindi mi sto muovendo con le mie forze, avvalendomi della collaborazione di altri giovani professionisti scelti da me in prima persona, essendo certa che un lavoro fatto con qualità verrà premiato, anzi, è già stato premiato.

Qual è il tuo personale rapporto con il teatro? Quali i tuoi gusti e quali i campi d'azione che copri con Arthea?
Il mio primo spettacolo fu a 5 anni e da allora non ho mai smesso di vivere in teatro, che fosse sul palcoscenico o in regia o seguendo il management di un evento, per cui posso dire di aver speso l'80 % della mia vita per lui. O meglio per il “teatro musicale”, perché la mia formazione artistica parte in primis dalla musica e dalla danza, sono appassionata di questa forma d'arte in particolare perché ritengo che mi aiuti a veicolare meglio un certo tipo di emozioni, unire il canto alla danza, la musica alla parola, sprigiona gioia e credo che uno spettatore ne possa essere coinvolto al 100%. Alla seconda parte della domanda ho già risposto nella prima risposta credo... cmq scrivo (ARTHEA si occupa della realizzazione di un evento dall'ideazione artistica, al management, alla comunicazione)

Ci parli dei progetti del futuro più vicino e le ambizioni per quello più lontano?
Il mio progetto per il futuro più vicino è quello di sviluppare al massimo il progetto Arthea per quanto riguarda il lavoro con aziende e privati, coniugando organizzazione, comunicazione ed arte, “Perchè l'arte è utile in più settori”. Le ambizioni per il futuro più lontano sono quelle di diventare una grande casa di produzione e distribuzione di spettacoli, abbiamo già un portfolio ampio e di qualità che proponiamo in teatri importanti e convention, in futuro sarebbe bello ed interessante ampliare maggiormente questa parte di creazione e distribuzione a livello nazionale.

Quali le più grandi difficoltà pratiche nell'organizzazione di un evento?
Le difficoltà pratiche nell'organizzazione di un evento sono quelle di coniugare le volontà del committente con il budget a disposizione per realizzare l'evento, che ultimamente non è mai alto, quindi realizzare un progetto di grande qualità con pochi soldi, e cosa più importante, contemporaneamente sorprendere e fidelizzare i fruitori dell'evento.

Generi: esiste il teatro di serie A e il teatro di serie B? Ci spieghi in che senso?
Credo che ognuno di noi sia portato per un certo genere di arte e che non bisogna giudicare cosa sia meglio o peggio. Ritengo quindi che non esista un genere migliore dell'altro, possono esistere cose fatte bene o male di qualsiasi genere. Infatti esistono...

Quale lo scenario bolognese?
Lo scenario Bolognese è pieno di “cose” fatte bene, e male. Abbiamo tante eccellenze nate qui, posso citare gli Oblivion, la Bernstein School of Musical Theatre, realtà che conosco molto bene, e assieme a loro tantissime altre realtà di grandissimo livello poco conosciute che si celano nei piccoli locali frequentati da universitari o dietro le cancellate chiuse dei palazzi del centro. Ritengo Bologna una città in cui fervono cultura e scambi, aiutati anche dalla presenza dell'università; ovviamente è difficilissimo emergere perchè la cultura ed il teatro in Italia sono bistrattati, ma questi sono discorsi che conosciamo già. Ecco quindi da dove parte la mia idea..visto che siamo bistrattati, perchè non mostrare che l'arte è utile, l'arte è scienza ed è fondamentale per attività commerciali, comunicazione, risorse umane?

Fai un appello all'Assessore alla Cultura di Bologna.
All'assessore alla cultura dico di non mollare, di continuare a lavorare con i pochi finanziamenti a disposizione, di frequentare Bologna il più possibile e conoscere cosa è buono e cosa non lo è. Diciamo che gli appelli dovrebbero essere fatti un po' più in alto, ma vista la situazione, credo che noi lavoratori dell'arte ci dovremmo rimboccare le maniche e fare vedere cosa sappiamo fare, invece di chiedere conviene andarci a prendere il riconoscimento che ci spetta, chi attende e basta...aspetta e spera una vita.

Fai un appello al pubblico effettivo e potenziale di Bologna.
Al pubblico di Bologna chiedo di riempire i teatri, i locali, per farsi una cultura su ciò che è buono e ciò che lo è meno, e poi premiare, frequentare le realtà di valore. Al pubblico potenziale chiedo di non essere sempre negativo sul fatto che la città non offra nulla, basta uscire ed osservare. Anche se devo dire che non siamo messi così male, il sogno sarebbe raggiungere realtà come Trieste, in cui i teatri sono sempre pieni e gli abbonati sono tantissimi. Mi ha fatto piacere apprendere che il teatro Piccolo di Milano ha fatto 25.000 abbonati, più del Milan allo stadio. Ecco, sarebbe un obiettivo interessante da raggiungere anche qui. Ma ripeto, non mi piace tanto il mood del piangersi addosso chiedendo agli altri, rimbocchiamoci le maniche noi artisti ed organizzatori. Il modo di riuscire c'è!

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