No alla vendita della azioni Hera: si sciopera il 28 aprile

La Cgil Emilia-Romagna ha proclamato otto ore di sciopero contro la vendita delle azioni di Hera da parte dei Comuni. On. Paglia (Sel): 'Il Governo Renzi ha demolito i bilanci degli enti locali'

La Cgil Emilia-Romagna e le categorie della Filctem e della Funzione pubblica hanno proclamato lo sciopero contro la vendita delle azioni di Hera da parte dei Comuni. Una cessione, quella delle quote pubbliche della muliutility, che il sindacato ha bollato fin da subito come politicamente "miope" e come possibile apripista a una privatizzazione di Hera (i soci pubblici passeranno dal 51% al 38% nel controllo dell'azienda di multiservizi). Lo sciopero indetto dalla Cgil sarà di otto ore ed è in programma per martedì 28 aprile.

"Hanno pienamente ragione i sindacati. La privatizzazione in corso di Hera SPA, con i Comuni soci impegnati a scendere dal 51% al 38%, è un'operazione miope e sbagliata, che tradisce peraltro l'esito dei referendum sui servizi pubblici locali", ha scritto in una nota l'On. Giovanni Paglia in quota Sel "inoltre essa non è contenuta in alcun programma di Governo nei nostri territori"
Secondo Paglia si rinuncerebbe a "importanti dividendi, mettendo in prospettiva a rischio la sostenibilità dei bilanci, senza che sia nemmeno chiaro quali siano le finalità in termini di investimenti. Il Governo Renzi ha demolito i bilanci degli enti locali, offrendo in cambio la possibilità avvelenata di investire fuori patto di stabilità quanto ottenuto dalle privatizzazioni. Qualsiasi amministratore che abbia a cuore il futuro delle proprie comunità dovrebbe opporsi a questo doppio errore, non certo assecondarlo. Mi auguro che la politica locale voglia nei prossimi giorni riflettere e tornare sui propri passi" conclude.

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