Confagricoltura Bologna dice no alla tassa di soggiorno per i comuni “non turistici”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

Confagricoltura Bologna, l’organizzazione degli imprenditori agricoli che riunisce circa 2.000 imprese in provincia, dice “No” alla tassa di soggiorno per i comuni non turistici dell’hinterland. «Diciamo No alla tassa di soggiorno per i comuni non turistici – spiegano i vertici dell’organizzazione agricola provinciale, a margine della riunione convocata oggi sul tema presso il Comune di Castenaso-. Sono solo tre i comuni che attualmente applicano l'imposta: Bologna, Porretta Terme e Castel San Pietro Terme. Si tratta, però, di comuni turistici. Se i comuni che non lo sono - come Castenaso -, prendono questa strada, disattendono i presupposti dell'imposta e soprattutto possono indurre gli altri Comuni a fare la stessa cosa». Confagricoltura esprime perplessità: «La nuova tassa renderebbe più gravoso il lavoro delle piccole aziende agrituristiche, per il carico di nuovi fardelli burocratici peraltro non giustificabili. Già la fattura elettronica sta facendo impazzire le piccole strutture. Non si può adesso aggiungere anche il balzello della tassa di soggiorno».

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