Cooperazione internazionale, l’impegno di Cea protagonista alla fiera Exco2019

La Cooperativa bolognese partecipa al primo evento del settore (15-17 maggio). Il presidente Salomoni: “In Libano abbiamo appena realizzato un progetto di riqualificazione idrica e fognaria a beneficio di 50.000 persone. Siamo inoltre reduci da una missione in Togo per valutare la costruzione di un centro di raccolta e refrigerazione di ananas”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

(Bologna, 14 maggio 2019) – L’impegno nella cooperazione internazionale per uno sviluppo sostenibile rappresenta da sempre uno dei pilastri su cui si basa l’attività di CEA. Per questo la Cooperative Edile Appennino – aderente a Confcooperative, con sede a Calderara di Reno (Bo) e filiali in Romania, Libia e Libano – non poteva certo mancare a EXCO2019, l’Expo della cooperazione internazionale che fa il suo debutto con la prima edizione in programma dal 15 al 17 maggio alla Fiera di Roma. Si tratta di un evento che intende promuovere l’incontro tra le imprese e gli operatori della cooperazione internazionale (organizzazioni internazionali, istituzioni finanziarie, agenzie di sviluppo, Ong), per stimolare opportunità di crescita sostenibile nei Paesi in via di sviluppo contribuendo così a raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu. “CEA è da tempo impegnata in prima linea nei progetti di cooperazione internazionale – dichiara il presidente Giuseppe Salomoni – concentrati in particolare sul trattamento delle acque e sulla impermeabilizzazione di dighe, canali e bacini. A tale proposito, abbiamo recentemente realizzato un progetto di riqualificazione idrica e fognaria in Libano che permetterà ad oltre 50.000 persone di migliorare le proprie condizioni igieniche”. In questo senso, l’orizzonte della Cooperativa è decisamente ampio, in quanto il problema della disponibilità di acqua è cruciale per tutti i Paesi in via di sviluppo. “Senz’acqua non c’è futuro e sicuramente non ci sarà mai democrazia – sottolinea il direttore generale CEA Fabrizio Salomoni – e anche dove è disponibile, spesso le condizioni igieniche la rendono poco sicura. La nostra Cooperativa da sempre mette a disposizione di realtà private e pubbliche di tutto il mondo un team di esperti specializzati nella progettazione, costruzione, gestione e mantenimento di impianti di potabilizzazione e depurazione per insediamenti civili e industriali”. “In molti Paesi in via di sviluppo, il problema non è solo la purificazione dell’acqua, ma la sua conservazione – conclude il direttore – e per questo dal 2014 offriamo anche servizi di manutenzione e impermeabilizzazione di dighe e bacini mediante l’utilizzo di macchinari specializzati e tecniche innovative brevettate con l’Università di Bologna”. I progetti di cooperazione internazionale portati avanti da CEA interessano anche altri ambiti. In quest’ottica, alla fine del 2018 la Cooperativa bolognese ha partecipato ad una missione in Togo nell’ambito di un progetto realizzato da Coopermondo (Ong di Confcooperative) con un pool di banche di credito cooperativo per la promozione dell’agricoltura sostenibile e della finanza inclusiva e popolare. Una delle numerose cooperative nate da questa importante iniziativa umanitaria è specializzata nella coltivazione di ananas biologico, Dolcetto, esportato in Italia grazie alla collaborazione delle imprese partner Agrintesa e Brio. “Scopo della nostra presenza in Togo – dichiara il presidente Giuseppe Salomoni – era valutare la fattibilità della costruzione di un centro di raccolta degli ananas, con un ambiente refrigerato per la conservazione del prodotto”. Un progetto importante in quanto garantisce occupazione e fonte di reddito a molti cittadini e al tempo stesso assicura una ricaduta positiva sull’intero territorio e sulla comunità. “Investire in un Paese in via di sviluppo è un’opportunità economica che unisce efficienza e solidarietà – conclude Salomoni – specialmente se l’impresa segue principi e valori cooperativi e si impegna per sviluppare le risorse locali nel rispetto della sostenibilità ambientale e sociale”. CEA – La scheda Nata nel 1982 a Monghidoro di Bologna, la CEA (Cooperativa Edile Appennino) oggi ha la sede centrale in Italia a Calderara di Reno (Bo) e filiali in Romania, Libia e Libano. È al vertice di un gruppo di aziende costituito da oltre 400 dipendenti, con un fatturato superiore ai 65 milioni di euro, un patrimonio consolidato di oltre 17 milioni e un’organizzazione certificata sulla base delle principali normative europee in ambito Qualità, Sicurezza, Ambiente e Responsabilità Sociale: UNI EN ISO 9001: 2008, UNI EN ISO 14001:2004, BS OHSAS 18001:2007, UNI ISO / IEC 27001:2006, SA 8000. CEA è attiva in numerosi settori, dall’edilizia (abitativa, commerciale, industriale, scolastica) al restauro strutturale, dalla realizzazione e manutenzione di reti quali gasdotti, acquedotti, fognature alle installazioni elettrostrumentali e meccaniche, dalla realizzazione di infrastrutture stradali e ferroviarie all’attività di depurazione civile e industriale, dal recupero di rifiuti non pericolosi alle bonifiche ambientali. 

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