Università: 'Cusb canta vittoria e si libera con cinismo di otto lavoratori'

Procedura di licenziamento avviata per 8 dipendenti del Centro Universitario Sportivo, che a partire da oggi potrebbero ricevere la lettera: 'Dirigenza fallimentare, Cus e università collusi nella spartizione di beni e risorse pubbliche'

Presidio in Ateneo

Procedura di licenziamento avviata per otto lavoratori del Centro Universitario Sportivo - CUS Bologna, che la scorsa settimana, insieme con le rappresentanze sindacali, hanno incontrato Il prorettore Emilio Ferrari e il direttore generale dell'Ateneo Giuseppe Colpani, ma nessun spiraglio si è aperto.

A parlare di "discriminazione" con Bologna Today è uno dei dipendenti a rischio: "Lavoro presso l'impianto Record, ho 49 anni, l'età dei lavoratori colpiti va dai 45 ai 65, sono iscritto alla Fml Cgil, come gli altri colleghi oggetto del licenziamento". Si occupa della manutenzione degli impianti elettrici, termici, piscine, cura il verde e campi da tennis e, a partire da oggi, potrebbe ricevere la "lettera". Una data non casuale poichè coincide con "l'entrata in vigore del Naspi", ossia il nuovo ammortizzatore sociale previsto dal Jobs Act a cui ha diritto chi perde l'impiego proprio dal 1° maggio e che ha cumulato almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni di lavoro e almeno 18 giornate effettive di lavoro negli ultimi 12 mesi, ha durata massima di due anni al termine dei quali sarà possibile avere una proroga.

"Con questi licenziamenti si intende colpire l'opposizione sindacale che tutti i lavoratori del Centro Universitario Sportivo hanno fatto in questi anni per le scelte fallimentari del gruppo dirigente. In questo modo si pensa di azzerare un'opposizione che ha sempre avuto un approccio critico verso le scelte di gestione sbagliate, inaccettabile che ci si liberi con tanto cinismo e freddezza di otto lavoratori, la cui età media si aggira intorno ai 55 anni, cantando invece vittoria per l'esito positivo di un comissariamento, che ha invece tutta l'aria di una disfatta che si vuole nascondere".

Secondo il suo racconto la dirigenza, appoggiata da ateneo e Cusi, intende esternalizzare il servizio di manutenzione e pulizie, sostenendo che negli altri Cusb italiani il numero di dipendenti sia inferiore, ma omettendo "che tali servizi, se non da personale interno, devono pur essere coperti da personale esterno, con conseguente costo aggiuntivo, senza tener conto che la manutenzione straordinaria, che riguarda gli impianti del Cus, è stata eseguita da dipendenti interni, mentre nel preventivo dei costi dell'eventuale esternalizzazione, questi costi non sono compresi". Inoltre "stando alle dichiarazioni dei vertici del Centro Universitario Sportivo, che gestisce gli impianti di proprietà dell'università presso le facoltà di scienze motorie, risulterebbe che l'ateneo avrebbe fatto pressioni verso lo stesso Cusb, affinché esternalizzasse i servizi di manutenzione e pulizie nel centro sportivo Rercord.  Non solo, ma avrebbe indicato come destinatario dei servizi in subappalto la ditta Manutencoop".

Giovedì 23 aprile, al tavolo presso l'ufficio lavoro della Città Metropolitana "il Cus aveva  respinto tutte le proposte presentate dalla delegazione sindacale che miravano alla riduzione dei costi di gestione degli impianti e ad aumentare la produttività conservando l'occupazione, riconfermando invece i licenziamenti". Una dirigenza "fallimentare" secondo i dipendenti e "l'Università, che ha contribuito al suo parziale risanamento, si chiama  fuori proprio ora che il risanamento è in via di completamento. In pratica, quello che viene fornito dal Cusb all'Università è un servizio in appalto "riteniamo inammissibile che si esternalizzi una parte di questo servizio senza farsi pienamente carico della sorte dei lavoratori coinvolti".

Una richiesta di aiuto al governo del territorio che "non può essere indifferente ad una situazione di degrado dei impianti sportivi, per di più in una zona come quella del Pilastro che invece rivendica luoghi vitali di aggregazione e socialità. Il peggioramento dei servizi offerti a studenti e cittadini va di pari passo col peggioramento delle condizioni di lavoro e dell'abuso di forme precarie di collaborazione".

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