Cassa integrazione straordinaria per 160 lavoratori fino al 24 maggio 2013: questo il frutto dell'accordo trovato inseguito al fallimento della società Albrea Srl dello scorso 25 maggio. Sono interessati i lavoratori dei punti vendita Plenty Market ed EcuDiscount di Bologna, Castenaso (Bo), Prunaro di Budrio (Bo), S.Pietro in Casale (Bo), Sasso Marconi (Bo), Castel S.Pietro Terme (Bo), Cesena, Ferrara, Mirabello (Fe) e Bagnacavallo (Ra).
L'intesa è stata firmata negli uffici regionali da Regione Emilia-Romagna, Provincia di Bologna, dal curatore fallimentare della Albrea, dalle Rsa aziendali e dai sindacati dei lavoratori Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil.
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"Le parti - fanno sapere attraverso una nota - si incontreranno entro il 30 novembre 2012 per valutare nuovamente la situazione occupazionale".





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1 Commenti
FeedPatrick MaJ "M.ND.S.P.I."
"Fronte Unitario dei Lavoratori"
Entro il 30 Novembre 2012 le parti sociali si incontreranno per valutare la situazione occupazionale.
Operai in cassa integrazione, 160 famiglie preoccupate per ciò che sta accadendo loro, un paese intero preoccupato per la mancata crescita economica del paese, per la pressione fiscale che aumenta sempre più colpendo i soliti noti e per una "forbice", tra ricchezza e povertà sempre più divaricata, radicalmente divaricata.
Gli operai sono in agitazione in tutta la penisola ma se non fosse per alcuni quotidiani locali non se ne sentirebbe parlare, nella maniera più assoluta. E' ormai da tempo che sosteniamo che c'è un implicita volontà di non parlare più pubblicamente delle situazioni drastiche che sta vivendo la "classe operaia". Non ci riferiamo solamente alla cassa integrazione, ai licenziamenti, di per se già fatti assolutamente gravissimi, ma parliamo del più totale abbandono, da parte di chi sarebbe nella realtà dei fatti preposto alla loro tutela inquanto rappresentanti istituzionali dei lavoratori. Invece no, a livello nazionale si parla solo dei problemi inerenti le multinazionali dimenticando che il nostro paese, la sua economia è nella realtà oggettiva dei fatti tenuto economicamente in piedi dalle aziende "medio-piccole", le quali sono quelle ch stanno pacando a duro prezzo le scellerate politiche, del "governo Berlusconi" prima e del camuffato "governo tecnico" (in realtà Governo assolutamente del PD) oggi. I sindacati, compresa la Fiom CgiL, fanno sentire la loro voce quando si tratta di Fiat, mentre gli altri operai, sono abbandonati a se stessi, in balia dei rappresentanti del sindacalismo locale, che, non ce ne vogliano, provano a fare tutto ciò che possono ma hanno nella maggior parte dei casi le mani legate, legate dalla direzione stessa dei loro dirigenti nazionali e quindi, in ragion di tutto questo, l' unica cosa che gli rimane da fare è quella di guadagnare tempo, con la speranza, che è sempre l' ultima a morire, che qualcuno possa intervenire. (...con l' aiuto della preghiera).
I sindacati istituzionalizzati, capaci solo di concertare, di scegliere per gli operai, i lavoratori, tutti, il meno peggio, e lo abbiamo visto in questi ultimi decenni cosa significa per le sigle sindacali d' Italia il meno peggio, è ora che rinuncino al loro mandato forzoso ed illeggittimo. E' ora che riconoscano pubblicamente la loro più totale incapacità di far fronte e confrontarsi con la "Aristocasta". E' giunto il momento, insindacaabile, che costoro rimettano il mandato sciogliendo le organizzazioni oramai colluse e complici del sistema della finanza speculativa, "nostrana" e internazionale, che ha da tempo determinato, dichiarato, in maniera assolutamente pubblica, di pubblico dominio, la reale sovranità della finanza e dei suoi gruppi, dei suoi leader, rispetto la politica e le istituzioni.
In una Nazione dove il diritto, le leggi, quindi le normali procedure normative sono solo appannaggio di un popolo soggiogato, vengono derise e "violentate" da chi si sente, addirittura, superiore alla sovranità popolare ed alle istituzioni delegate e garanti degli stessi, significa che coloro che fino ad oggi si sono sentiti in dovere di rappresentarne, in tutti gli ambiti e d in tutti i settori, questa sovranità malriuscita devono togliersi di mezzo, andarsene una volta per tutte.
Il popolo Italiano sarà in grado di riorganizzarsi malgrado Voi!
Patrick Maj