GD. Fim NO all'accordo: "Siamo stati esclusi. Messo a verbale"

Gruppi rispedisce al mittente le accuse: "E' stato sottoscritto dalla sola Rsu e sottoposto al voto dei lavoratori che mai come in questa circostanza hanno partecipato al voto, approvandolo al 95%. Per un'elementare regola di rispetto delle persone, bisognerebbe partire da quel voto".

Fim-Cisl, non ha firmato l'accordo per il nuovo integrativo in Gd, come previsto. "Lo ha fatto solo la Fiom", ha confermato Marino Mazzini, segretario dei metalmeccanici del sindacato d'ispirazione cattolica. L'intesa, approvata dai lavoratori con una maggioranza del 95,4% nel referendum, non è stata sottoscritta "perché siamo stati esclusi dal tavolo e perché supera il patto interconfederale del 28 giugno", ha chiarito Mazzini. Questo è stato messo a verbale e allegato all'accordo, ha spiegato, come anche che "nel merito noi diamo un giudizio positivo del contratto". L'azienda, ha spiegato ancora Mazzini, ha fatto una dichiarazione "in cui dice che loro sono per il pluralismo e per applicare in materia contrattuale le norme vigenti. Senza far riferimenti, però, al 28 giugno. Noi prendiamo atto del fatto che hanno cercato di diminuire il problema". Quello che continua a vedere contraria la Fim-Cisl è la 'famosa' clausola, che prevede referendum tra i dipendenti per ogni decisione futura. Ci sarà un ricorso? "Dovremo fare delle valutazioni", ha risposto Mazzini.

Sulla scissione tra i sindacati il presidente degli industriali Alberto Vacchi aveva dichiarato "preoccupazione sul fatto che si potesse determinare una dinamica che producesse delle lacerazioni nelle relazioni tra i sindacati e inevitabilmente tra le parti sociali". Una prospettiva che il segretario cittadino della Cgil Danilo Gruppi - intervistato da 'Radiotau' - ha definito "libanese": "Io - ha sottolineato Gruppi - sono perfettamente d'accordo con il fatto che bisogna lavorare per evitare che caso per caso, azienda per azienda, si definiscano regole e situazioni e che venga meno un quadro di regole di carattere generale". Piuttosto, per il leader della Cgil, "noi dobbiamo lavorare per consolidare un sistema di regole che possano fungere da riferimento per tutti, sindacati e imprese. In questo - ha concluso - la dialettica sociale si può svolgere con più efficacia". Sulla questione Gd, Gruppi ha inoltre rispedito al mittente le accuse della Fim-Cisl ("Servirebbe più sobrietà") e respinto la definizione di accordo separato: "E' stato sottoscritto dalla sola Rsu e sottoposto al voto dei lavoratori che mai come in questa circostanza hanno partecipato al voto, approvandolo al 95%. Per un'elementare regola di rispetto delle persone, bisognerebbe partire da quel voto".

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