Gianfranco Ferré chiude la produzione bolognese. Lavoratori in sciopero

La Itc srl, che produce la prima linea di Ferrè, interromperà l'attività di modelleria, cad, sartoria a Bologna. Sindacati: "Violazione degli impegni presi nel piano di rilancio"

Sede La Itc srl (Gianfranco Ferré) di Bologna

La Itc srl (Gianfranco Ferré) di Bologna, del Dubai Paris Group, interromperà l'attività di modelleria, cad, sartoria a Bologna nella sostanza chiudendo la manifattura del grande marchio italiano presente nella nostra città. Lo comunicano i sindacati, accusando: "Ciò in violazione degli impegni presi nel piano industriale biennale di rilancio dell'attività, con l'acquisizione dell'8 Marzo 2011."

A fronte della situazione i lavoratori hanno dichiarato una prima azione di sciopero con presidi al via oggi, 17 aprile, dalle 11.00 alle 13.00, di fronte allo stabilimento di via Stendhal 33.

La Itc produceva la prima linea della griffe Ferré. Lo scorso anno era stata acquistata dal magnate arabo Abdulkader Sankari con un investimento di 100 milioni di euro e un piano che prevedeva l'apertura di nuovi negozi in Medio Oriente e in Russia nonché il mantenimento della produzione nei capannoni bolognesi che furono di Franco Mattioli, ex socio di Gianfranco Ferré. "Diventerà un'importante piattaforma industriale", aveva promesso Abdulkedar Sankari. Subito dopo l'acquisizione, però, erano sorti i primi problemi per i cento dipendenti dello stabilimento di via Stendhal, oggi soltanto più 55. "Ad oggi non abbiamo fatto una sola ora di cassa integrazione e la produzione procedeva a pieno regime", spiega Roberto Guarinoni della Filctem Cgil, che accusa la nuova proprietà di voler appaltare all'esterno la realizzazione dei prototipi, "indispensabili per la produzione di serie".

 

 

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Commenti (1)

  • M.ND.S.P.I "Fronte Unitario dei Lavoratori" Saluto, Siamo alle solite, In Italia, le aziende di un certo spessore esonomico-finanziario, fanno come meglio credono, in barba a tutti gli accordi sindacali presi precedentemente. Quali le sanzioni nei confronti di queste aziende? Nessuna! Le rappresentanze sindacali sapevano? Non voglio nemmeno rispondere! In Italia, ormai e' prassi consolidata, le ziende che possono espatriano in nazioni piu' confacenti, piu' permissive, dal lato economico-finanziario e i lavoratori italiani? Si salvi chi puo'! Il nostro Governo, di tecnocrati, burocrati, essendo al servizio della finanza speculativa nazionale e internazionale non e' un interlocutore idoneo a dare risposte alle migliaia di lavoratori che in questi ultimi anni si sono sentiti traditi, abbandonati, a cio' che la vita riserva loro, ovvero, il nulla piu' totale! I sindacati dal vcanto loro, persi nel teatrino "infame" della concertazione, ci hanno abituati a dover scegliere politiche del lavoro del "meno peggio", portandoci tutti alla rovina piu' totale. sono riusciti a dividere i lavoratori, per settore, per categorie, prima avvallando i contratti individuali, e in contemporanea facendo accettare, soprattutto ai giovani, contratti a tempo detrminato, e tutti quelli atipici, indebolendo internamente, alle aziende, la rappresentativita' sindacale, e all' esterno l' unione di tutti i lavoratori, nella fattispecie quando si trattava di condurre lotte per la salvaguardia dell' occupazione e dei diritti acquisiti. Cosa possiamo fare noi lavoratori, per impedire il fuggi fuggi generale delle aziende, multinazionali, che hanno deciso di abbandonare e abbandonano la "nave che affonda"? Appello ai Lavoratori Italiani: Basta con le rappresentanze sindacali, che utilizzando gli strumenti del compromesso con il potere della finanza nazionbale e internazionale, e mi riferisco nuovamente alla "concertazione", alle "tavole rotonde" verticistiche, le quali, giorno dopo giorno ci hanno fatto credere che loro avrebbero sempre fatto la scelta ottimale per noi, tutti. Hanno fatto scempio e regolamentato tutto cio' che salvaguardava il nostro diritto ad una vita degna di essere vissuta, dagli orari in cui fare sciopero, ai giorni, ai metodi, al numero dei partecipanti per poter comunque garantire lle produzioni e il commercio, nel privato che nel pubblico, hanno addirittura creato sanzioni, anche severe, fino alla procedura penale, nei casi piu' eclatanti per evitare le proteste piu' efficaci e importanti per il nostro futuro, il nostro avvenire di lavoratori. I Sindacati, sempre gli stessi uomini alla direzione, alla segreteria, si susseguono, mantendo ferreo regime anti-democratico nel rispetto infame di quegli accordi sotto-banco che hanno concluso a nostra insaputa con gli uomini dei vari governi, della Confindustria, della massoneria internazionale operante in italia, qui per visionare che il loro progetto il loro disegno politico proceda indisturbato. Lavoratori Italiani, al di la delle parole, basta guardare, verificare personalmente tutto cio' che e' accaduto in Italia ed in Europa in questi ultimi anni per capire che siamo stati traditi, traditi da coloro che rano deputati a rappresentare la nostra indissolubile unita' e a difendere i nostri diritti, un tempo definiti "inalienabili". E ai nostri figli? Casa rimarra' ai nostri figli? Cosa diremo Loro? Che ci siamo fatti fregare cosi' stupidamente senza colpo ferire? Che abbiamo, per abitudine, amicizia, inerzia, continuato a credere alle rappresentanze sindacali anche quando quest' ultime ci portavano paro pero verso l' oblio? Ora basta! Ora e' tempo di fare e dire Basta! Cio' di cui abbiamo bisogno e' un "Fronte Unitario dei Lavoratori", che vada al di la delle categorie, dei modelli che ci sono stati imposti fino ad oggi, che vada al di la delle rappresentanze interne, ma che sappia difendere il lavoro e i lavoratori senza guardare all' orologio e ai giorni! Abbiamo bisogno di un "Fronte Unitario dei lavoratori" che sappia imporsi ai governi di turno e alle istituzioni sovra-nazionali, le quali sembrano essere divenute le vere padrone dei nostri destini e delle nostre vite e dei nostri figli. Non si scherza piu'! Ora basta! Basta con i tavoli a porte chiuse, nei quali i facenti la parte, da veri attori, dei nostri rappresentanti del lavoro, ne escono sussurrando: "Volevamo di piu' pero' poteva andare anche peggio!" Poteva andare anche peggio!? Noi abbiamo bisogno di unirci in unico Fronte Unitario, lavoratori/trici, di tutte le categorie, di tutti i settori, dal pubblico al privato, abbiamo bisogno di diventare ultimo "baluardo di difesa del mondo del lavoro", non solo per noi e per i giorni nostri, ma soprattutto per le nostre future generazioni! Mi spaventa pensare che domani mio figlio non abbia alcuna garanzia, che non abbia la possibilita' di costruirsi un avvenire se non ha conoscenze, raccomandazioni, perche' e' questa la strada che si prefigge davanti a Noi! L' Oscurita' piu' assoluta! Ora basta! Basta con la CISL, basta con la CGIL, basta con la UIL, batsa, ora davvero basta! Basta con lo strapotere impunito delle multinazionali! Basta con le mafie interne ai sindacati, con il clienterismo, con le raccomandazioni, con la concertazione, con i ricatti, tutti! Ora basta! Raccogliete il nostro appello e' ora di muoversi! Noi del " Movimento Nazionale Democratico Socialista del Popolo Italiano", siamo operai-lavoratori, artigiani, studenti giovani e meno giovani, al nostro interno la volonta' insita nel "Fronte Unitario dei Lavoratori" ,di diventare un tutt' uno con le esigenze primarie del paese! raccogliete l' appello per un Fronte Unitario dei lavoratori", basta essere presi in giro! basta dare retta ai soliti noti! Riprendiamoci la nostra vita! L' Italia e' il nostro paese, apartiene al popolo e non a quattro culi di piombo che decidono impunemente sul nostro avvenire! Scriveteci a nazionaldemocratici@gmail.com lasciate un vostro recapito telefonico, vi contatteremo per darvi tutte le informazioni inerenti le nostre attivita' per il mondo del lavoro, per l' Italia. Riscrivo: nazionaldemocratici@gmail.com Progetto - "F.U.L."  Fronte Unitario dei lavoratori! Nessuno tranne noi stessi, possiamo riprenderci il nostro destino, le nostre vite! (cosa vi costa informarvi prima che sia veramente troppo tardi?) M.ND.S.P.I "F.U.L." Mario Guido

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